Le polveri sottili pm10 non perdonano e salgono rapidamente di livello in sole 48 ore, aumentando all’incirca del 30% sul Cremonese. Il sito dell’Arpa riporta ancora il giudizio sulla qualità dell’aria di giovedì, quando era “accettabile” con una media provinciale di 40 microgrammi al metro cubo. Ieri però in via Fatebenefratelli la media delle pm10 è balzata a 59 con le pm 2.5 a ruota, a quota 52, in piazza Cadorna il dato è 55, mentre Spinadesco arriva a 61, a Soresina è 55 mentre a Crema in via XI febbraio è 58, con una continuità impressionante nel territorio provinciale e il picco a Spinadesco. Il dato di Gerre de Caprioli, vicino all’inceneritore, non è pervenuto.
La qualità dell’aria peggiora di sera, quando le caldaie funzionano di più, tanto che un sindaco, Maria Grazia Bonfante di Vescovato, consiglia all’Arpa di prendere rilievi della qualità dell’aria proprio nelle ore serali, dato che nelle strade l’aria si fa irrespirabile e il monossido di carbonio si percepisce fisicamente. I controlli sulle caldaie sono effettuati ma a campione, con rare sanzioni. La fragilità dei controlli sui comportamenti di interesse ambientale, com’è stato spesso notato dalle associazioni ambientaliste e dai sindaci, è una caratteristica negativa di tanti settori: dall’amianto alla qualità dell’aria. Il problema dell’inquinamento atmosferico è ben noto, tuttavia non viene collegato all’uso dei veicoli a motore e ai carburanti fossili. Si notano infatti cittadini che lasciano l’automobile accesa in sosta a lungo per evitare il freddo, anche se un decreto della magistratura cremonese, firmato dal pm Francesco Messina, ha previsto multe per comportamenti simili. D’altro lato, i dati sinora resi noti dall’Osservatorio epidemiologico dell’Ats, che sta conducendo uno studio sul territorio cremonese, mostrano un’incidenza rilevante, sopra la media regionale, di malattie tumorali all’apparato respiratorio. Ciononostante il protocollo antismog della Regione è obbligatorio solo per i Comuni sopra i 30mila abitanti, quindi soltanto a Cremona in provincia, mentre Crema ha aderito in forma volontaria. Un protocollo che non ha dato particolari risultati: infatti in via Fatebenefratelli la centralina ARpa quest’anno ha registrato 95 sforamenti della soglia d’allerta e si avvia a superare i cento. Negli ultimi 21 giorni, gli sforamenti giornalieri sono stati 10.

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