Una sorpresa negativa per l’agricoltura cremonese è stata riservata dalla Regione Lombardia con le delibere della giunta Maroni che a novembre hanno fissato il deflusso minimo vitale a un livello considerato troppo alto dal Consorzio irrigazioni di via Battisti. Come ha spiegato il presidente Umberto Brocca nell’assemblea del 16 dicembre, con la scelta di garantire il 10% del deflusso dei fiumi Adda e Oglio nei tratti sub-lacuali, con fattori correttivi che possono arrivare anche al 20%, fa tornare la discussione al punto di partenza, cioè al 2008, quando si decise di attuare la sperimentazione durata per sei anni, con una spesa pubblica di due milioni di euro, che a questo punto è apparsa inutile. Il Pirellone dunque non ha tenuto conto di 10 anni di siccità e degli interessi contrastanti in campo nella gestione dell’oro blu, dando una tutela eccessiva ai due fiumi nel tratto a Nord della provincia di Cremona, il cui ambiente può invece resistere bene anche con la garanzia di un deflusso minimo più basso. Da maggio ad agosto infatti il deflusso minimo può essere ridotto al 5%, durante le irrigazioni, per poi tornare al 10%. In questo modo invece l’agricoltura cremonese correrà di nuovo un rischio per l’anno prossimo, viste le precipitazioni eccezionalmente ridotte del 2017, costantemente sotto i livelli medi del decennio e vicino al minimo storico. In realtà l’Adda e l’Oglio soffrono, da un punto di vista ambientale, per i tanti scarichi malamente o per nulla depurati, con una crescente sottrazione d’acqua dall’incontrollato sfruttamento delle risorse. Il controllo effettuato dall’Arpa a Soncino a fine agosto ha dimostrato che sono state concesse troppe licenze di attingimento, e a quanto pare senza nemmeno calcolarne la portata.
Umberto Brocca ha criticato anche gli allarmismi dell’Emilia Romagna, che nell’estate scorsa ha mostrato immagini di coltivazioni ridotte allo stremo. Ben 11 Regioni italiane hanno chiesto al governo lo stato di calamità per la siccità, quando poi i dati dell’effettiva produzione agricola dovrebbero far riflettere prima di lanciare certe campagne informative.

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