Polveri sottili a livelli alti a Cremona e provincia, per otto giorni consecutivi, fino a ieri. Ancora una volta soltanto la pioggia ha fatto scendere sotto la soglia d’allerta le pm10, come ha fatto sapere l’Arpa. Nella stessa situazione di Cremona si trovano le province di Milano, Pavia e Lodi, mentre Mantova è arrivata al settimo giorno consecutivo. Il vento quindi favorirà il miglioramento della qualità dell’aria in pianura mentre in montagna renderà più facile il distacco del manto nevoso con pericolo di valanghe in grado marcato. Il blocco del traffico, deciso a Natale con validità da ieri, potrà essere revocato giovedì, giorno di controllo dei dati. Il Comune consiglia la moderazione nell’uso del riscaldamento domestico. Tra i cittadini il malumore e la preoccupazione per la qualità dell’aria sono diffusi, tanto che in rete si trovano frequenti appelli dei cittadini a prendere provvedimenti tempestivi ed efficaci. Il video pubblicato da Elia Sciacca su Facebook lunedì scorso, che mostra il fumo nero dell’inceneritore, ha già ottenuto 20mila visualizzazioni. L’Arpa ha preferito non commentare e Lgh afferma che l’impianto rispetta la legge e le prescrizioni in vigore. Il protocollo antismog, voluto dalla Regione, non ha nemmeno quest’anno dato grandi risultati, visto che Cremona ha già superato i cento giorni annui di sforamento della soglia d’allerta, il triplo di quanto prevede la legge. Ieri in piazza Cadorna le pm10 sono arrivate a 94 microgrammi per metro cubo, in via Fatebenefratelli a 79, a Spinadesco il dato è ancora più alto, 97, rispetto ai 77 microgrammi di Crema, mentre il dato di Soresina non è disponibile. Le polemiche non si fermano mai, quando si tratta di inquinamento atmosferico, tanto che il deputato grillino Danilo Toninelli è arrivato a sostenere che il Comune di Cremona deve divulgare lo studio epidemiologico dell’Ats, un’analisi statistica delle cause di malattia e di morte. Il direttore generale dell’Ats, Salvatore Mannino, durante la riunione della commissione comunale ambiente, il 6 ottobre, faceva notare che lo studio sarà completato dall’Ats con precisione certosina nell’elaborazione dei dati, poiché l’obiettivo è scientifico, senza alcuna intenzione di fare processi a chicchessia. I dati sinora confermano quanto già noto da anni, e cioè che la mortalità per tumore all’apparato respiratorio è più alta della media regionale.
L’assessore all’ambiente Alessia Manfredini respinge le accuse, sostenendo che lo studio epidemiologico lo fa l’Ats, non il Comune.

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