Lettera aperta di protesta alla filiale di Cremona delle Poste, da parte di Pietro Triolo della Cisl. Il motivo è la mancata concessione della chiusura per un’ora dell’ufficio di Soresina, in modo da consentire ai dipendenti di partecipare al funerale di una collega, deceduta per grave malattia, e rimasta legata ai colleghi come a una famiglia, anche perché abitava proprio sopra l’ufficio di via Barbò. La direzione cremonese però ha negato il permesso di chiudere per un’ora paventando il rischio di una multa di 50mila euro da parte di Agcom. Il giorno dopo però l’ufficio di Credera Rubbiano ha aperto un’ora dopo per mancanza di personale, com’è successo poi a Sergnano l’indomani. A Cremona centro, in via Verdi, la sede ha chiuso in occasione del preannunciato cantiere stradale, per la posa della fibra ottica, anche se i lavori sono stati rimandati. La Cisl così stigmatizza pubblicamente le contraddizioni di un’organizzazione del lavoro che spesso mette in difficoltà i dipendenti. Infatti negli ultimi quattro anni il personale delle Poste, in provincia di Cremona, è stato ridotto di ben 96 unità. La conseguenza è che i 480 dipendenti superstiti, compresi i 230 addetti al recapito, stentano ormai a tenere aperti gli uffici. E’ l’effetto di una razionalizzazione eseguita a colpi di chiusure di sedi e di tagli all’organico, tanto che per rendere possibile l’apertura pomeridiana la direzione elargisce straordinari a chi è già al lavoro al mattino perché non trova altri addetti per il pomeriggio.
E così sedi di piccoli Comuni come Acquanegra, Casalmorano e Genivolta, un tempo aprivano tutti i giorni e oggi invece sono chiuse un giorno su due, con gli stessi addetti impegnati due uffici. Sempre per la carenza di personale, si può vedere il direttore di un ufficio complesso, come Cremona centro, o Casalmaggiore se non Crema centro, timbrare i francobolli delle raccomandate per smaltire la coda.
Il 2017 delle Poste cremonesi così si conclude con l’amara constatazione del sindacalista della Cisl: non serve parlare di azienda dal volto umano se poi le contraddizioni sono queste. Pur dopo il rinnovo del contratto nazionale, quest’anno l’organico in provincia di Cremona si riduce ancora di altre sei persone, per pensionamento, e non si sa se verranno mai sostituite.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata