Degli alberi alti e frondosi che per decenni hanno adornato via Bottesini e via Inzoli non è rimasto nulla, neanche le radici. Non resta che terra appena dissodata protetta dalle transenne e le rassicurazioni del Comune, dove si promette una rapida piantumazione di aceri rossi. Da una settimana però le due vie sono spoglie e irriconoscibili. Gianemilio Ardigò dei Verdi Europei Crema e Andrea Serena, segretario di Rifondazione comunista del Cremasco, protestano con un comunicato. Ardigò fa notare che da anni chiede un censimento del patrimonio arboreo del Comune di Crema, che permetterebbe una valutazione anche del degrado urbano e della possibile emissione di ossigeno, oltre che una pianificazione per aumentare il numero delle piante e la loro capacità di produrre ossigeno. Invece, come sta accadendo regolarmente sul territorio, da Sergnano a Offanengo e Soresina, con la solita scusa delle malattie delle piante e del pericolo di crolli, i cittadini si ritroveranno nuovi alberi dalla crescita lenta e senza foglie, proprio mentre l’emergenza smog diventa una costante ormai da vent’anni. Il taglio selettivo dei grandi alberi, a Crema, a Porta Ombriano e via Crispi, è una scelta strategica di cui nessun consigliere comunale ha chiesto spiegazioni per iscritto. Andrea Serena lamenta la perdita di ombra, che nei mesi estivi si farà sentire. Gli alberi non sono solo decoro urbano ma organismi viventi e quindi andrebbe tagliati solo se necessario. Alcuni residenti hanno riferito di non aver notato tracce di ammaloramento nei ceppi rimasti dopo i tagli. Le spiegazioni dunque non sono così chiare, quindi Serena e Ardigò chiedono di vedere i documenti, e Serena in particolare attribuisce una responsabilità politica al Comune, oltre a notare la singolarità di un’epidemia circoscritta a una via, dove però colpisce tutti quanti gli alberi. Serena riferisce di aver assistito a un’ispezione compiuta con alcune martellate e nulla più: occorrono quindi spiegazioni tecniche. Intanto le polveri sottili a Crema, in via XI febbraio, sono arrivate ieri alla media di 83 microgrammi per metro cubo, secondo i rilievi dell’Arpa, mentre a Cremona in via Fatebenefratelli il livello è 71. Ennesimo sforamento per le pm10: il territorio si avvicina ai 100 giorni annui fuori norma.

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