Notti impegnative a Cavatigozzi e Spinadesco, per i rumori e gli odori del gruppo siderurgico Arvedi che si sono sentiti da Natale ai primi giorni del 2018. Ai residenti non è rimasto altro che mandare segnalazioni all’Arpa Lombardia, al numero delle Emergenze. La notte fra mercoledì 3 e giovedì 4 è stata segnata da una serie di boati durata circa mezz’ora. Sono stati uditi scrosci fragorosi causati probabilmente dalla caduta dall’alto di rottami, secondo una procedura usata spesso dall’acciaieria. Il gruppo siderurgico infatti ha lavorato, anziché riposare come negli anni scorsi, e il silenzio manca, dato che il rumore del nuovo forno Quantum continua e rende difficile riposare. Un membro del comitato di quartiere 3 ha segnalato all’Arpa martedì 2 alle 21.38, la sera prima, un intenso rumore di fondo simile a un ventilatore percepibile anche con le finestre chiuse.
Secondo alcuni residenti di Cavatigozzi il nuovo forno sarebbe più rumoroso del precedente, e le lamentele sono quindi aumentate, anche perché l’attività industriale nelle ultime notti è stata intensa. Un cittadino nota quant’è logorante non sentire mai il silenzio di cui si ha bisogno per riposare. Un altro residente chiede quando saranno collocate le barriere fonoassorbenti per attutire il rumore del treno dell’acciaieria.
Altre lamentele si sono sentite a Santo Stefano, per gli odori emessi da sostanze che danno una sensazione di bruciore alla gola. Alcuni cittadini che da Cavatigozzi si sono trasferiti a Cremona hanno sentito gli odori anche nel tratto da piazza Duomo a porta Po, dato il vento soffiava da Spinadesco a Cremona. Puzza inconfondibile, che lascia un gusto amaro in bocca, e che sarebbe stata dovuta al preriscaldo delle siviere, in seguito alla ripresa dell’attività dell’acciaieria. Infine, una segnalazione è stata inviata dall’associazione La Nostra Spinadesco il 21 dicembre all’osservatorio Arvedi e all’assessore Alessia Manfredini, per chiedere se è possibile istituire un ciclo alternato delle emissioni dalle ciminiere dell’acciaieria, in modo da poter vedere il sole dalle case di Spinadesco, dove a volte il cielo è interamente coperto di fumi e vapori, quando zincheria e acciaieria lavorano a pieno regime e non c’è vento.

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