Dopo una serie di furti, di cui due commessi nella chiesa parrocchiale di San Siro, e dopo e un tentativo di estorsione e di ricettazione una donna di Soresina, classe 1965, è stata costretta agli arresti domiciliari da giovedì scorso, secondo l’ordinanza del gip di Cremona Letizia Platé. Priva di un lavoro regolare, l’arrestata si guadagnava da vivere come badante o come donna delle pulizie, e ha messo a segno diversi colpi proprio nei luoghi in cui è meglio conosciuta. Il 13 dicembre in un bar di via Verdi, la donna ha notato una signora di oltre 80 anni fare colazione e le ha portato via la borsetta in un momento di distrazione. E’ del giorno dopo, il 14, il primo furto in chiesa, quando ha atteso che una signora andasse a fare la comunione per sottrarle la borsetta e uscire da San Siro indisturbata. E’ del 23 dicembre il secondo furto nella parrocchiale di San Siro, compiuto allo stesso modo. 53 e 72 anni l’età delle due donne derubate. Dopo le denunce presentate dalle vittime dei furti, i carabinieri di Cremona hanno fatto i primi accertamenti, hanno visionato le telecamere del centro di Soresina, e hanno notato che la stessa persona si era allontanata dalla chiesa in entrambi i casi, mentre alcuni testimoni riferivano di averla vista a messa anche al momento dei furti, pur senza averla vista all’opera. E’ stata decisiva la perquisizione domiciliare: i carabinieri hanno trovato la refurtiva, compresi documenti e oggetti che risultavano provenire anche da un furto compiuto in Comune, all’ufficio protocollo il 28 dicembre, quando un’impiegata si è ritrovata senza portafoglio. Furti compiuti con destrezza, dunque, da parte di una persona ben nota di cui nessuno si aspettava questi comportamenti, come ha fatto sapere il maggiore Rocco Papaleo, durante la conferenza stampa di questa mattina. Eppure risulta anche un tentativo d’estorsione e ricettazione. Infatti l’arrestata ha scritto delle lettere e ha telefonato a una delle due donne derubate in chiesa, la 53enne, per chiederle mille euro in cambio della restituzione della refurtiva, minacciando la distruzione dell’automobile se i mille euro non fossero stati versati. I carabinieri stanno indagando sui moventi di questi reati. C’è il dubbio che altri episodi vadano riferiti alla stessa persona. Nel periodo delle ferie natalizie, l’Arma ha rafforzato la sua presenza a Soresina, con militari in borghese oltre alle pattuglie per la prevenzione dei reati predatori.

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