Continuano le lamentele dei residenti verso le istituzioni che consentono ai camion della società Ecosteel, del gruppo Arvedi, di viaggiare in via Acquaviva e via Riglio con i loro carichi di scorie fumanti, che dopo le colate vengono trasportate al deposito, autorizzato a contenere scorie senza un limite quantitativo. Uno dei cittadini della zona, trovandosi in via Riglio, ha filmato la mattina del 21 dicembre uno dei camion dell’Ecosteel, per mostrare qual è la situazione di ogni giorno. E sempre in via Riglio, un altro residente ha scattato mercoledì scorso due foto di un camion. La preoccupazione dipende dai fumi e dalla temperatura delle scorie, che potrebbero essere rovesciate da uno dei camion in caso di frenata improvvisa o incidente stradale. Già da tempo il comitato di quartiere 3, di Cavatigozzi e Picenengo, ha posto il problema e il direttore dei dipartimenti dell’Arpa Lombardia, Fiorenzo Songini, ha risposto nel marzo dell’anno scorso che quando si tratta di “attività estemporanee”, come il trasporto di scorie, l’Arpa è in difficoltà nel compiere verifiche e che interviene quindi la polizia locale. Da parte propria, la polizia locale ha dato nel giugno 2016 una risposta per email a firma dell’assistente scelto Claudio Graziani. Il quale ha precisato che gli autocarri trasportano Inertex, materiale che esce già classificato dall’acciaieria, dunque non si tratta di rifiuti. Nemmeno ci sono fumi, perché si tratta di vapore acqueo che si genera dall’uso di acqua per il raffreddamento della scoria, che inoltre, quando viene rimossa, ha una temperatura di 35 gradi. La normativa italiana sulla differenza tra rifiuti e sottoprodotti è stata più volte criticata dalle associazioni ambientaliste, perché tra i sottoprodotti rientra di tutto, dai prodotti agricoli agli scarti industriali, mentre spesso i cittadini chiedono più tutela per la salute e l’ambiente. Il comitato di quartiere in proposito ha rivolto altre domande alla responsabile dell’Osservatorio Arvedi Mara Pesaro, che però ha pregato di rivolgersi all’ente Provincia e non ha più risposto. Intanto l’acciaieria Arvedi richiede di ampliare l’attività ancora una volta. E’ stata infatti presentata venerdì 19 gennaio la domanda per realizzare un nuovo impianto per il trattamento dell’Inertex, come appare sul sito Impresainungiorno.gov. La procedura richiesta è l’autorizzazione unica ambientale, più rapida dell’Aia e della Via.

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