Gli accertamenti, con gli esperti tecnici consulenti dei familiari delle vittime, oltre a quelli delle difese e della Procura, si stanno concentrando sugli impianti e in particolare sulle strumentazioni del forno. Le analisi sono state disposte dalla Procura per arrivare ad individuare le cause dell’incidente. Oltre ai quattro operai che hanno perso la vita, infatti, altri due sono rimasti intossicati in modo lieve, anche loro dall’azoto che si è sprigionato in una vasca del forno per la lavorazione dei metalli probabilmente per un guasto, senza che l’allarme suonasse dopo la fuoriuscita del gas. Nel frattempo, stamani, sono state eseguite anche le autopsie sui cadaveri. L’inchiesta è condotta da carabinieri, vigili del fuoco e tecnici dell’Azienda sanitaria territoriale e, tra le ipotesi in campo, c’è quella di un guasto al forno della fabbrica specializzata nella “produzione per laminazione a freddo di nastri di alta precisione in acciaio e titanio”. Un malfunzionamento che avrebbe richiesto l’intervento degli operai (compreso un elettricista esterno, che ha perso la vita) e che potrebbe aver provocato la fuga dell’azoto, senza poi l’attivazione dei sensori di allerta. I pm hanno deciso di disporre la consulenza tecnica anche perché nei luoghi dove è avvenuto l’incidente è necessario fare, al più presto, accertamenti “non ripetibili”. Da qui la possibilità anche per i consulenti delle altre parti di partecipare. Nei giorni scorsi, come atto dovuto, nel registro degli indagati sono stati iscritti l’ingegnere e l’amministratore unico dell’azienda. Una volta conclusi gli accertamenti, sarà possibile arrivare al dissequestro della ditta che potrà dunque tornare a produrre, così come gli operai a lavorare, evitando il ricorso alla cassa integrazione. Nel frattempo, la Regione ha deciso di costituire un fondo di 7 milioni di euro per intervenire “con maggiore efficacia” nella prevenzione degli incidenti sul lavoro. La dotazione deriva dagli introiti della attività di controllo in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, della direzione generale welfare. Queste risorse sono messe in campo per la prima volta, non ci sono mai state. E sempre nel capoluogo lombardo nascerà un tavolo tecnico operativo relativo alla sicurezza sui luoghi di lavoro, sul modello di quello realizzato per Expo. È questo l’esito della riunione che si è tenuta in prefettura, convocata dopo l’incidente alla Lamina. Il tavolo, che si riunirà lunedì prossimo, inizierà da un’analisi della situazione. Per capire dove i controlli dovranno insistere e per realizzare un’analisi e una condivisione dei dati. È stato fatto poi un richiamo perché le risorse non sono sufficienti, quindi è stato chiesto a tutti di fare uno sforzo su questo, di mettere più risorse e uomini al lavoro. Infine, quando si riunirà per la prima volta il tavolo tecnico, “l’obiettivo sarà anche quello di arrivare a un protocollo d’intesa fra tutti gli enti interessati.

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