E’ la Tamoil a vincere il ricorso al Consiglio di Stato contro il Comune di Cremona, che pure aveva vinto al Tar con la sentenza 42 del 12 gennaio 2016. Allora i giudici amministrativi bresciani avevano stabilito che la compagnia petrolifera avrebbe dovuto pagare sette milioni di euro sui 14 milioni, necessari alla messa in sicurezza delle aree contaminate. Si trattava del 50%, secondo il testo unico dell’ambiente. La società libica però ha insistito nella battaglia per ottenere l’annullamento della determina del dirigente del settore Lavori pubblici, del 2 dicembre 2014, contestando presso il Consiglio di Stato l’importo da pagare. Due le memorie difensive presentate dai libici fra il 2016 e il 2017. Il Comune aveva applicato la percentuale massima, giustificandosi con l’esigenza di ottenere la maggior garanzia possibile, visto che la dismissione della raffineria di via Eridano non aveva comportato alcun esonero dalla bonifica del sito, ma l’equiparazione della messa in sicurezza operativa alla bonifica in senso stretto. La stima iniziale, di 15 milioni, era stata ridotta dall’amministrazione a 14, anche perché il Comune aveva incassato un milione grazie alla costituzione parte civile, come cittadino, del radicale Gino Ruggeri, che ha ottenuto una prima tranche del pagamento dei costi della bonifica. Tamoil ha contestato l’importo a proprio carico: i 7 milioni non risulterebbero in nessun modo, nemmeno sottraendo dai 15 milioni i 6 e 330mila dell’importo della messa in sicurezza eseguito dalla ditta, che equivale al 40% dell’opera. La compagnia libica ha avuto ragione davanti al Consiglio di Stato, il 10 febbraio scorso, con la sentenza 577 del 2017, e ai primi di settembre ha chiesto al municipio di provvedere a pagare le spese legali, stabilite dai giudici in 3.617,90 euro. Il versamento è appena stato eseguito, in tempo per l’approvazione del bilancio 2018. Il Comune, che al Consiglio di Stato non si è costituito, però si sente tutt’altro che sconfitto. L’assessore Alessia Manfredini spiega che l’amministrazione non ha ancora rideterminato l’importo che Tamoil dovrà pagare e che il contenzioso è ancora completamente aperto per stabilire una somma, che la società libica sta cercando di diminuire e che comunque è tenuta a pagare per legge.

 

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