Perché i dispositivi di allarme, che hanno dei sensori per segnalare le fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto, non hanno funzionato? E’ su questo, in particolare, che si stanno concentrando le indagini del procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, a capo del pool “ambiente, salute e lavoro”, e del pm Gaetano Ruta sull’incidente avvenuto ieri pomeriggio alla fabbrica ‘Lamina’ nel capoluogo lombardo, nel quale sono morti tre operai e un quarto intossicato è in condizioni gravissime. Sei in tutti quelli coinvolti e due erano fratelli. Le vittime avevano 43, 49 e 58 anni. A Milano verrà proclamato il lutto cittadino. E venerdì è stato proclamato lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici di tutta la Lombardia. Il fascicolo di indagine ipotizza il reato di omicidio colposo plurimo (e lesioni colpose ai danni degli altri tre operai coinvolti). I pm, intanto, hanno effettuato già ieri un sopralluogo e sentito alcuni responsabili dell’azienda e poi disposto il sequestro della ditta per tutti gli accertamenti del caso. Accertamenti che comportano anche l’iscrizione ‘tecnica’ nel registro degli indagati del responsabile legale dell’azienda e probabilmente di altre figure, come gli addetti alla sicurezza. Nel frattempo, le indagini coordinate dalla Procura di Milano e condotte dai carabinieri, dai vigili del fuoco e dai tecnici dell’Azienda sanitaria territoriale, hanno accertato che era azoto quello che ha portato alla morte di tre operai, mentre un quarto è in condizioni gravissime e altri due sono rimasti intossicati in modo lieve. In base a una prima ricostruzione, i primi due operai scesi, raggiunti poi dagli altri due, si sono sentiti male proprio per la presenza di azoto quando sono entrati nella vasca del forno sotterraneo utilizzato per la fusione dei metalli e sono caduti a terra. Lì, infatti, il gas si era depositato e loro sono rimasti praticamente ‘immersi nella sostanza’, senza via di scampo. La Procura di Milano ha inoltre disposto le autopsie, non ancora fissate, sui corpi dei tre operai morti ieri. Dagli esami autoptici si potranno avere risposte sul tipo e i tempi dell’intossicazione, mentre le indagini proseguono per accertare le cause dell’incidente e verificare se siano state seguite tutte le procedure di sicurezza e se i lavoratori avrebbero dovuto indossare delle maschere protettive. Tra le ipotesi, quella dell’intervento degli operai per un guasto al forno e il malfunzionamento anche dei sensori che avrebbero dovuto dare l’allarme per la fuoriuscita dei gas. Ad ogni modo, come sostenuto anche da alcuni lavoratori, i vertici dell’azienda erano solitamente attenti alle condizioni di lavoro.

 

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