Il Novecento, “secolo breve” nella celebre definizione dello storico Eric Hobsbawm, sarà al centro della programmazione culturale di Milano per il 2018. E’ stato infatti presentato dall’assessore alla Cultura del comune meneghino, Filippo del Corno, il progetto aperto “Novecento italiano”, concepito per coinvolgere soggetti culturali e fornire una fotografia, il più possibile sfaccettata, del secolo passato. Oltre 150 le iniziative già in calendario – dalle mostre d’arte in corso ai progetti futuri come Brera Modern, dalla musica al teatro, alla moda all’architettura – e altre se ne potranno ancora aggiungere in corso d’opera. Affascinante, ma ormai questa è una caratteristica consolidata a Milano, il fatto che le principali istituzioni culturali private siano attori protagonisti, accanto alle sedi pubbliche classiche. In un crescendo di fluidità che dimostra come la città stia sempre di più imparando a creare contenitori, formati, nei quali poi innestare virtuosamente i tanti contenuti di cui dispone. E in questo caso, ripensando il XX secolo, il materiale è particolarmente fertile, nella sua bellezza incandescente. In quest’ottica, tra le tantissime iniziative proposte, ci piace ricordare la collaborazione con Cremona, città che, tra Mina e don Mazzolari, ha sviluppato un programma parallelo che è stato presentato dal sindaco Gianluca Galimberti. E poi, naturalmente, l’ampliamento del Museo del Novecento, le cui collezioni ora copriranno anche gli ultimi due decenni, restituendo una fotografia ancora più complessa di un mondo dell’arte che, come tutto, tra tragedie e conquiste, tra la Belle Èpoque e le Torri Gemelle ha visto un’accelerazione che mai prima di allora l’uomo aveva sperimentato.

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