Tensione a Cremona, che si prepara a un’altra domenica con il centro storico blindato, in occasione del comizio di CasaPound a palazzo Cittanova, dove il segretario nazionale del movimento neofascista Simone Di Stefano parlerà alle 15, proprio mentre il centro sociale Dordoni dalle 14.30 alle 18 organizzerà un presidio antifascista in corso Campi, all’angolo con via Palestro, a poche centinaia di metri, sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine. Accanto a Di Stefano, ci sarà Angela De Rosa, candidata alle regionali. Oggi pomeriggio Di Stefano ha ribadito di non rinnegare il fascismo, considerandolo “una dottrina politico sociale che non è esattamente una dittatura o uno Stato totalitario”. Il leader di Casapound afferma inoltre di non voler sopprimere la democrazia e annuncia ricorso al Tar contro qualunque Comune rifiuti il permesso di utilizzare spazi pubblici. L’Arci di Persichello ha chiesto al Comune di Cremona di non consentire il comizio, ma il Comune è intenzionato a seguire la linea del ministro degli Interni Marco Minniti, che non accetta manifestazioni neofasciste pur consentendo comizi. Fra i cremonesi torna l’incubo delle turbolenze del corteo antifascista del 24 gennaio di tre anni fa. Da parte del centro sociale Dordoni arriva una risposta: “Gli allarmismi sono creati dalla stampa, noi faremo solo un presidio, non un corteo”. Quindi non ci dovrebbe essere alcun contatto con CasaPound. La preoccupazione dei cremonesi dipende dalla fitta serie di atti violenti compiuti negli ultimi giorni, sino a questa mattina a Milano. L’Arci di Persichello ha duramente criticato il Comune di Cremona, affermando in un comunicato che “tale concessione a un gruppo violento e razzista sia uno schiaffo alla storia e alla memoria della nostra città”, con un riferimento alle aggressioni fisiche, come a Perugia, e all’atto terroristico di matrice fascista di Macerata. Alcuni militanti del Dordoni hanno partecipato al corteo di Torino, risoltosi con uno scontro con la polizia, e oggi al corteo di Roma, indetto dal Si.Cobas contro lo sfruttamento, la precarietà e il razzismo.
Nel suo comunicato di ieri il centro sociale Dordoni sostiene che il comizio di Simone Di Stefano propaganderà odio e intolleranza, attribuendo a CasaPound, a Matteo Salvini e Roberto Fiore “ed altri squallidi soggetti” la responsabilità del clima di “odio e intolleranza che ha portato alla tentata strage fascista di Macerata”. Ieri, inoltre, i candidati cremonesi di Liberi e Uguali e Potere al Popolo si sono rifiutati di partecipare ai confronti sui mass-media che li vedevano contrapposti a CasaPound e Forza Nuova.

 

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