La grave crisi idrica e ambientale del fiume Oglio, e i provvedimenti conseguenti della Regione Lombardia, sarà affrontata dal giudice delle Acque pubbliche di Roma, dato che il Consorzio dell’Oglio, guidato dal presidente Angelo Bergomi, assieme a 17 utenze idriche, ha presentato ricorso contro la delibera della giunta Maroni che che ha fissato il Deflusso minimo vitale dell’emissario del lago d’Iseo. Il Pirellone ha disposto che ci sia più acqua nel fiume, aumentando il minimo deflusso garantito dal 5% al 10% nel tratto sub-lacuale, senza però tenere conto delle condizioni meteo, della siccità e infine delle esigenze dell’agricoltura. Ci sarà più acqua nel fiume e meno nei campi. La Regione ha seguito una direttiva europea che impone di raggiungere obiettivi di qualità ecologica nelle acque superficiali: l’Oglio quindi deve arrivare a “buono” entro il 2021.
Come nota il direttore del Consorzio irrigazioni cremonesi Stefano Loffi, già nel 2006, in occasione del suo primo Piano acque, la Regione aveva classificato l’Oglio tra lo scadente e il sufficiente, con l’impegno non realizzato di portato allo stato di “buono” già nel 2016. Il fiume è un malato cronico, ridotto spesso a una triste magra, mentre i prelievi nella zona del fiume sono numerosi, tra autorizzati e abusivi e tutti incontrollati. Negli anni Ottanta il corso del fiume ha perso almeno dieci metri al secondo, che la falda teneva a una temperatura di 13 gradi. Condizioni che permettevano una flora ittica invidiabile, con trote e temoli, pesci scomparsi in concomitanza con il proliferare dei pozzi irrigui nel Bresciano e nel Bergamasco. Così l’incremento del deflusso minimo voluto dalla Regione non sembra sufficiente a garantire la qualità ecologica al fiume e nello stesso tempo mette in difficoltà gli agricoltori salvati dal fiume nei periodi di siccità. Il giudice delle acque pubbliche con le sue sole forze si trova di fronte un compito assai gravoso, visto che la pubblica amministrazione nel corso degli anni non è riuscita a tutelare tutti gli interessi in gioco. Così si teme che l’aumento del deflusso minimo dell’Oglio aiuti soprattutto i pompaggi abusivi. L’acqua poi è sporcata dagli scarichi di depuratori non sempre efficienti: diluirla non darà grandi vantaggi.

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