Cremona: pendolari, altri ritardi causati dalle frecce

Dopo il disastro ferroviario della mattina del 25 gennaio a Pioltello, tutto il traffico delle linee per Cremona, Brescia e Bergamo è concentrato su due soli binari, con la nuova aggravante che la linea dell’alta velocità da Treviglio a Brescia, costata due miliardi e 100 milioni di euro, non viene utilizzata, facendo correre le Frecce sugli stessi binari dei pendolari. Lo fa notare Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nei trasporti e candidato consigliere regionale per Liberi e Uguali. I ritardi di oltre mezz’ora dunque continuano, come anche le soppressioni di treni, circa 60 al giorni sulla direttrice Milano Venezia, ma la causa non è solo legata alle conseguenze del disastro di Pioltello, perché non ci sono adeguate possibilità di interscambio tra la nuova linea dell’alta velocità e la storica linea dei convogli dei pendolari: cremonesi e bresciani risultano i più penalizzati. Non sono stati previsti adeguati interscambi e così i disagi dei passeggeri aumentano ulteriormente. Dal 26 gennaio Trenord e Rfi hanno allestito un servizio di emergenza per consentire i lavori di ripristino della linea Milano-Treviglio-Cremona: i lavori però sono previsti fino al 24 febbraio. Le 48 Frecce della Milano Venezia percorrono solo 39 chilometri ad alta velocità, 300 chilometri orari al massimo, da Treviglio alle porte di Brescia, e coprono il tragitto restante usando la linea tradizionale, a non più di 160 chilometri orari. In questo periodo però le Frecce viaggiano solo sulla linea storica, perché nella tratta fra Milano e Treviglio ci sono solo due interconnessioni in 26 chilometri, a Pioltello e Melzo. E a Pioltello le Frecce non possono più tornare sulla linea veloce, per i vincoli posti dalla magistratura.
Quindi le Frecce si muovono più lentamente dei regionali, pur pagando un biglietto più alto, e i regionali sono a loro volta rallentati dalle Frecce, oltre che dalle conseguenze del disastro di Pioltello. Dario Balotta critica quindi la cattiva gestione dell’emergenza. E si aggiungono guasti e ritardi d’altra natura. Oggi sulla Brescia-Parma, che passa per Casalmaggiore, già penalizzata dall’inagibilità del ponte sul Po, la corsa delle 14.13 ha perso 20 minuti per attendere una coincidenza a San Giovanni in Croce, mentre il Cremona Treviglio delle 14.41 ha perso 38 minuti per un soccorso sanitario, e il Brescia-Treviglio-Milano ha tardato 20 minuti per un guasto al sistema di chiusura delle porte. Il Treviglio Cremona delle 20.07 di venerdì ha perso 50 minuti e il Brescia-Treviglio-Milano delle 19.48 si è fatto aspettare ben 53 minuti.