Chi sperava che l’amministrazione provinciale facesse un passo indietro, dopo le proteste dei cittadini nelle assemblee di Crotta d’Adda e Acquanegra, è rimasto deluso. Infatti dopodomani, giovedì, si riunirà la conferenza dei servizi decisoria, che potrebbe concludersi con il via libera al compostaggio di sfalci verdi proposto dalla società Sovea, eventualmente grazie alle modifiche apportate al progetto iniziale. Non c’è stata nessuna proroga da parte del settore Ambiente dell’ente Provincia e l’iter amministrativo, inoltre, procede spedito. Il Comune di Crotta d’Adda ha fatto proprie le richieste degli abitanti e ha presentato un ricorso al Tar contro l’esenzione della Valutazione d’impatto ambientale concessa alla Sovea, con l’obiettivo, comunque, di ottenere il diniego dell’autorizzazione, perché il territorio comunale è già gravato di numerose attività inquinanti e la sopportazione degli abitanti è arrivata al limite. L’amministrazione provinciale da parte propria si è costituita in giudizio contro il Comune per sostenere la correttezza delle proprie decisioni. E così l’assemblea pubblica convocata per giovedì sera dal comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute” nella sala polivalente di via Maris sarà dedicata ai possibili sviluppi della conferenza dei servizi, che potrebbe concludersi con i voti contrari dei due Comuni. Interverrà l’esperto in materie ambientali Davide Gerevini, indicato dal comitato e incaricato dal Comune di Crotta di esaminare la documentazione sul compostaggio. Il traffico di mezzi pesanti è già troppo intenso per i residenti, che temono gli odori dell’attività di compostaggio, sommati a quelli degli allevamenti già presenti. Per la prima volta viene posta con grande intensità e partecipazione popolare la questione della somma degli impatti ambientali su un centro abitato. Il compostaggio di sfalci verdi, da solo, non supererebbe alcuna soglia, ma la maggioranza dei cittadini teme un incremento infinito dell’inquinamento, e una serie interminabile di ulteriori autorizzazioni.

 

Paolo Zignani

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata