Incidente treno Pioltello: 20 istanze parti civili, alcune a rischio

È passato un mese dal tragico incidente ferroviario di Pioltello, in cui un treno, partito da Cremona, è deragliato causando la morte di 3 persone e il ferimento di un centinaio pendolari. Le indagini per fare chiarezza sull’accaduto proseguono e al momento, sono una ventina le richieste di essere parte civile al Processo presentate dai passeggeri, feriti e non. Ma di queste alcune rischiano di non andare a buon fine. Da quanto è stato segnalato per i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, che coordinano le indagini assieme al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, alcune delle istanze, in particolare quelle di 5 viaggiatori che hanno conferito direttamente il mandato al Codacons, rischiano di non vedere accolta la propria domanda in quanto non sarebbe regolare e quindi di non far valere i propri diritti. E questo perché a parere degli inquirenti dovrebbero nominare un proprio avvocato per poter chiedere di essere risarciti per i danni subiti e non dare l’incarico, via modulo pre-stampato, eleggendo domicilio presso l’ufficio legale nazionale dell’associazione dei consumatori. Il Codacons, invece, può costituirsi in proprio. Intanto proseguono gli accertamenti tecnici su tutto quanto sequestrato e custodito in un apposito hangar di Fs, con i consulenti delle parti che stanno analizzando pezzo per pezzo per capire le cause dell’incidente ferroviario: uno dei punti certi è che il segmento di ferro di 23 centimetri è saltato dalla rotaia nel momento in cui è passato il treno che viaggiava a circa 140 chilometri all’ora, velocità ritenuta corretta. Inoltre stanno per essere ultimati i lavori, autorizzati dalla Procura lo scorso 9 febbraio, sulla tratta ferroviaria interessata dall’incidente. Nell’inchiesta sono indagate 8 persone (due manager e quattro tecnici di Rete FerroviariaItaliana e due manager di Trenord) e le due società.