Cremona L’ospedale Maggiore, così come il presidio Oglio Po di Casalmaggiore, apre il nuovo Centro Servizi, accelerando così la corsa verso la riforma regionale che dà la possibilità ai malati cronici di scegliere il gestore che li prenderà in carico, fornendo il piano di cura e le prestazioni sanitarie necessarie, fra visite ed esami. Nello stesso tempo arrivano le lettere della Regione ai pazienti cronici cremonesi, e le perplessità sono numerose. Solo il 30% dei medici di base, in provincia, ha aderito alla riforma, proponendosi come gestore in forma associata. Restano i dubbi del movimento Medicina Democratica, che ha presentato ricorso al Tar contro le delibere di giunta regionali, con una richiesta di sospensiva accolta dal Consiglio di Stato, che ha chiesto al Tar di fissare un’udienza di merito. Perplessità, dubbi e critiche alla riforma sono emerse anche ieri sera in sala Zanoni, in un incontro pubblico promosso da Potere al Popolo. Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica, ha sostenuto che le delibere della giunta Maroni sono in realtà il tentativo di cambiare la legge in modo anticostituzionale, poiché il servizio sanitario pubblico, nell’era del gestore voluto dal Pirellone, diventa sempre più privato. Il malato cronico, una volta scelto il gestore, dovrà firmare il patto di cura prima del piano di assistenza individuale, senza che il malato possa più decidere, cosicché sarà il gestore a scegliere quali saranno le visite e gli esami, che erogherà direttamente oppure alleandosi ad altri soggetti. Il risultato è che la Regione taglierà le spese e i cittadini avranno liste d’attesa più corte, mentre il gestore avrà la possibilità di entrare in società con un’assicurazione, riducendo la libertà di scelta e quindi la qualità delle prestazioni sanitarie. Il malato infatti sarà vincolato al gestore per tutta la durata del contratto. Per questo Medicina Democratica propone di restare con il proprio medico, facendo a meno del gestore privato. La riforma potrà concludersi però solo dopo le elezioni regionali. Questioni assai rilevanti, poiché i cronici in provincia sono ben 283mila su 360mila abitanti, e i più gravi, nel solo distretto di Cremona, sono ben 3.422. Oltretutto la provincia di Cremona ha l’indice di vecchiaia più alto della Lombardia, assieme a Pavia: ben 182, mentre la Lombardia ha 159 e l’Italia 165. A Cremona, cioè, ci sono 182 persone di almeno 65 anni ogni 100 di 14 anni. I medici di base in provincia sono 490, e solo 107 nel distretto di Cremona, con 235 collaboratori di studio e 198 infermieri. In Lombardia i cronici non gravi sono 1 milione e 900mila, quelli gravi sono 150mila.

 

Paolo Zignani


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