Treno deragliato, dalle indagini: “lo schianto, poi a 140 km/h sui sassi”

Il terzo vagone è stato il primo a deragliare e alcuni passeggeri di quella carrozza hanno raccontato agli investigatori di aver sentito “uno schianto in quel punto”. Il tratto a cui fanno riferimento è quello chiamato “punto zero”, da cui si staccò un pezzo di rotaia di 23 centimetri. Qui si trovava un giunto in cattivo stato, con sotto una “zeppa” di legno ‘tampone’ e poi proprio in quel tratto si staccò il pezzo di rotaia e il treno deragliò. Le prime analisi degli esperti nominati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, nell’inchiesta che vede indagate 8 persone (due manager e quattro tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e due manager di Trenord) e le due società, starebbero dunque confermando l’ipotesi iniziale di problemi alla rotaia e carenze nella manutenzione, anche se gli stessi esperti (dopo gli accertamenti nell’hangar dove sono stati portati tutti i pezzi) dovranno stilare la loro relazione. Il tempo stimato è di diverse settimane. Gli inquirenti, fino ad ora, hanno raccolto più di 120testimonianze di passeggeri che erano sul convoglio (che andava a 140 km/h, velocità regolare in quella tratta) quella mattina. In particolare, quelli del terzo vagone, che si schiantò contro quattro pali prima di fermarsi, hanno detto tutti, in pratica, di aver “sentito uno schianto” nel punto dove il treno è deragliato, come se ci fosse “qualcosa, tipo un sasso, sulla rotaia”. Chi era in quel vagone ha spiegato, poi, che il treno “ha iniziato a sussultare” quando è uscito dal binario e “correva sui sassi” e sbandava. Anche chi viaggiava sul quarto vagone ha avuto “molta paura” perché ha sentito che il treno si stava “inclinando, come se affondasse”, ma quella carrozza si è fortunatamente sganciata dalla terza. Il macchinista che era nel primo vagone, invece, e i passeggeri del quinto e ultimo, non hanno vissuto queste sensazioni perché i due vagoni sono rimasti nelle rotaie. La prima carrozza “era come frenata, si muoveva a singhiozzo”, mentre dall’ultima “si vedevano le scintille”. Nel secondo vagone, invece, non c’era nessuno perché per problemi tecnici era “freddo e buio”. Nel frattempo, entro un paio di giorni dovrebbero iniziare i lavori di ripristino delle rotaie e, da quel momento, ci vorranno almeno altri 10 giorni per riattivare la circolazione.