Treno deragliato: rimozione a rilento. Circolazione in tilt

A quasi due settimane dall’incidente ferroviario alle porte di Milano, continuano i lavori per la rimozione del treno deragliato al confine tra Pioltello e Segrate. A rilento, anche perché si è reso necessario un cambio di programma per l’ordine della rimozione dei vagoni. Ieri, infatti, non è stato possibile smantellare la carrozza numero tre – quella più danneggiata, quella in cui sono decedute le tre donne – perché il quarto vagone ostruiva l’accesso delle gru. Per questo è stato recuperato il carrello della terza carrozza, che costituisce un elemento di prova importante in vista del processo, ed è stato staccato anche il carrello del quarto vagone: entrambi sono stati già trasportati con un tir verso l’hangar della stazione milanese di Greco.Solo il carrello, perché trasportare anche il quarto vagone con un tir dalle dimensioni eccezionali nell’ora del traffico di punta avrebbe mandato in tilt la viabilità; per questo è stato solo spostato dai binari. Mentre da stamattina sono ricominciati i lavori di riomozione sia di qeusto sia del terzo vagone da parte dei tecnici delle ferrovie, che stanno lavorando sotto il controllo della Polfer e coordinati dalla procura di Milano che indaga sull’incidente. Sembra tuttavia che sia ancora chiaro quanti giorni ci vorranno per ristabilire la circolazione ferroviaria, anche perché nei prossimi giorni dovranno essere ripristinate le arcate dei binari che sono state staccate dal punto zero, quello del deragliamento e del giunto danneggiato. La situazione sta creando disagi a cascata su tutto il territorio. E problemi ci sono anche attorno agli accertamenti irripetibili sui binari e sulle carrozze del treno deragliato lo scorso 25 gennaio. Per i legali degli indagati nell’inchiesta della Procura, 8 persone tra vertici e dipendenti di Rfi e Trenord, e le due società in qualità di enti, il “metodo” con cui si procede alle analisti ‘tecniche’ su binari, carrozze e quant’altro, “limita l’esercizio del contraddittorio con conseguente nullità dell’atto”. E’ quel che risulta dal verbale di conferimento dell’incarico ai consulenti dei pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti e del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano di venerdì scorso, a cui hanno partecipato le difese con i loro esperti. Questi ultimi lamentano, in particolare, di non poter “prendere conoscenza dello stato di alcune parti dell’area sequestrata in quanto preventivamente coperte da strutture isolanti che non potrebbero essere rimosse nel corso delle indagini”. Indagine nelle quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e, solo ad alcuni, la violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro in relazione ai controlli e alla manutenzione.