Brescia. Fari puntati sulla Tav, perché è arrivato il via libera dalla Corte dei Conti, manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ma ci sono ben 309 zone d’ombra, 309 prescrizioni, come scritto nelle osservazioni che, per un’opera così impattante come quella dell’alta velocità, riguardano numerosi territori, aziende e proprietà, dalla falda acquifera a una Villa storica, da una cascina del ‘500 a un sito archeologico. Da sempre il Comitato No Tav è in prima linea per difendere il territorio e, anche alla luce degli ultimi sviluppi, continua il proprio “lavoro” per fermare l’opera annunciando il ricorso al Tar del Lazio. La conferma dalle parole di Roberto Saleri.

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