Non appena si è diffusa la notizia della bocciatura dell’Anac alla più importante operazione organizzata dall’amministrazione Galimberti, sono partite le prime richieste di dimissioni al sindaco Gianluca Galimberti, da parte di Francesca Berardi di Potere al Popolo. La cosiddetta alleanza territoriale e strategica tra Lgh e A2A è stata voluta e difesa con estrema energia da tutto il centrosinistra cremonese. Ora però l’Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ha emesso la delibera 172.2018, stabilendo che la modalità di fusione non è stata corretta. Non si trattava né di fusione, né di alleanza bensì di una vendita del 51% delle azioni della partecipata Lgh, la cui maggioranza così è diventata di proprietà di A2A. La scelta del centrosinistra cremonese, presa ugualmente dai Comuni di Crema, Lodi, Pavia e Rovato, non è stata bocciata dall’Antitrust, che pure ha posto delle prescrizioni. Il parere negativo è dell’Autorità anticorruzione, perché non è stata fatta una gara pubblica, bensì un accordo diretto fra i due gruppi, per mezzo delle loro società patrimoniali, secondo gli indirizzi ricevuti dai Comuni. E’ stato il M5S a rivolgersi all’Anac contestando la mancanza di una gara pubblica. E oggi i pentastellati commentano con una nota dei consiglieri regionali Marco Degli Angeli, Ferdinando Alberti e Simone Verni che l’operazione Lgh-A2A “ha trasformato definitivamente i bisogni fondamentali dei cittadini in merce da profitto”. Per effetto dell’accordo diretto con A2A, infatti, Lgh è entrata nel colosso milanese e bresciano, che è quotato in Borsa. Critica che viene rivolta al centrosinistra anche da parte di Francesca Berardi di Potere al Popolo, poiché Lgh è stata costruita con patrimonio pubblico per dare servizi ai cittadini: la vendita ad A2A doveva essere compiuta almeno secondo le regole del mercato. Politicamente la scelta migliore sarebbe stata quella di costituire una società pubblica sul modello di Padania Acque. Il M5S definisce “scellerata” l’operazione LGh-A2A sia dal punto di vista economico che sotto l’aspetto occupazionale, indicando riduzioni del personale sempre più demotivato e a rischio di perdita di competenze poiché lavora in strutture mastodontiche. C’è ora il rischio, inoltre, di una sentenza negativa da parte della Corte dei Conti: la richiesta è che paghino i responsabili, non i cittadini. Durissimo è stato anche il giudizio del centrodestra, che ha polemizzato a lungo contro la cosiddetta alleanza strategica. Le minoranze sono state unite nella battaglia. La consigliera comunale Lucia Lanfredi ricorda che sono stati spesi soldi pubblici anche per consulenze che hanno sostenuto quel che si è rivelato un errore.

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