Cremona, Ancora un episodio di violenza a Pieve San Giacomo per un tentativo di omicidio nel corso di un regolamento di conti tra immigrati indiani, per una questione, da quanto si sa, legata allo spaccio di stupefacenti. L’aggressore e la vittima designata si sono ritrovati a Pieve San Giacomo il 27 maggio dell’anno scorso per delle “questioni da chiarire”. L’aggressore però è andato all’appuntamento seguito da una ventina, mentre la vittima aveva con sé soltanto un amico. Sono partiti calci, pugni ed è stato usato anche spray urticante, finché al culmine della lotta l’aggressore ha sferrato un colpo di coltello, ferendo la vittima al ventre, colpendo un rene e il diaframma. Ferite mortali, ma l’amico ha trasportato immediatamente l’uomo al Pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore: dopo due settimane il ferito poteva tornare a casa. La Questura è stata subito avvisata dal Pronto soccorso e da quel momento sono iniziate le indagini, che si sono concluse con l’arresto per tentato omicidio del 27enne indiano che aveva dato al connazionale la coltellata che sarebbe stata fatale. Sono stati denunciati per concorso in tentato omicidio altri quattro indiani, dai 22 ai 26 anni d’età. Sono tutti operai che lavorano nel settore agricolo e abitano nelle province di Cremona, Brescia e Bergamo, com’è stato riferito stamattina in conferenza stampa dal commissario capo della Squadra Mobile Mattia Falso. La polizia di Stato ha raccolto la testimonianza della titolare di un ristorante della zona di Pieve San Giacomo, che aveva notato il via vai: l’auto di un indiano, del gruppo degli aggressori, è stata poi individuata. Le intercettazioni telefoniche si sono dimostrate ancora indispensabili a ricostruire i movimenti degli uomini che hanno partecipato all’aggressione, i quali subito dopo avevano trovato ospitalità ad Asola, presso alcuni connazionali. Sul luogo del regolamento di conti, a Pieve San Giacomo, la Scientifica ha trovato una piastrina, che appartiene a uno degli indagati. Nel frattempo il ferito si risvegliava, in ospedale, e poteva riconoscere quattro degli aggressori dalle foto mostrate dalla polizia, mentre un quinto è stato trovato grazie alle intercettazioni. Uno degli indagati, inoltre, aveva già commesso un omicidio nel Bergamasco, a Palosco, nel 2017, assieme a un altro immigrato, estraneo però alla vicenda di Pieve San Giacomo. Al momento dell’arresto era quindi già in carcere.

 

Paolo Zignani

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