Continua la linea dura del Comune, che intende ripristinare il rispetto delle regole da parte degli assegnatari di case popolari. Quest’anno gli sfratti sono già sei, in soli 70 giorni, tre emessi negli ultimi giorni. Il termine corretto è procedura di decadenza dell’alloggio, giustificata con decreti del direttore del settore Patrimonio Lamberto Ghilardi, che ha accertato la morosità colpevole e protrattasi in diversi casi per anni. Per tutti, c’è la possibilità del ricorso al Tar. Obiettivo della giunta e dell’assessore Andrea Virgilio è l’equità: ci sono inquilini che non possono pagare e altri che potendo non pagano, a danno della pubblica amministrazione, peraltro messa a dura prova dalla pressante richiesta di alloggi a canone sociale. Una cittadina cremonese deve lasciare l’appartamento di via San Savino non avendo onorato il canone per sei anni, dal 2010 al 2016; ha presentato controdeduzioni, ritenute però non sufficienti. Morosità dal 2013 al 2016 anche da parte di un ivoriano 54enne residente in via Caudana. Nella stessa via una cittadina originaria del Marocco per due anni non ha pagato il canone. Stessa sorte in via Dossetto a Cavatigozzi, con decadenza a carico di uno jugoslavo, che da sei mesi ha abbandonato l’alloggio senza dare più notizia di sè. Un italiano, inoltre, non avendo occupato la casa cui aveva diritto perde l’assegnazione, sempre a Cavatigozzi. Al Cambonino un cittadino rumeno ha dato ospitalità a diverse persone non autorizzate e quindi, malgrado le controdeduzioni, deve lasciare l’appartamento. “L’assegnazione di una casa popolare non è per sempre: la si può perdere se non si rispetta il contratto” ha dichiarato più volte l’assessore Andrea Virgilio. Assieme alle verifiche sulle posizioni contrattuali di tutti gli inquilini, continuano le opere di manutenzione e il potenziamento del servizio di tutor condominiale e housing sociale, che è stato aggiudicato all’associazione temporanea d’imprese formata dalle cooperative Cosper, Altana, Nazareth e Di Bessimo, che ha presentato l’unica offerta in gara e sarà attiva dal 14 febbraio scorso al 15 febbraio 2020. Il costo complessivo è stato rideterminato e cresce di circa 20mila euro, fino a 293.970. L’obiettivo del progetto, potenziato dai servizi sociali, è contrastare i comportamenti distruttivi e rivendicativi e rimediare alla conflittualità. I residenti interessati sono circa 10mila e gli alloggi del Comune sono 1.080. I tutor, secondo il progetto, dovranno far crescere le competenze economiche e del vivere quotidiano, migliorare la partecipazione e far crescere la coesione sociale, uno dei problemi più vivaci e più sentiti nei condomini popolari.

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