Il livello del Po è salito di tre metri in tre giorni, arrivando a 2 metri e 70 centimetri sotto lo zero idrometrico: una piena senza pericolo, lontana dai livelli di guardia come anche dalla magra degli anni scorsi, per effetto della pioggia insistente che bagna il Nord Italia, concedendo tregua solo nel pomeriggio, quando l’Aipo ha indicato una discesa di mezzo metro, a meno 3,15 sotto lo zero idrometrico. Del resto il bollettino straordinario delle riserve idriche regionali, emesso dall’Arpa l’altro ieri, incorona il 2018 come anno più bagnato del decennio e anche oltre, invertendo una tendenza nefasta che all’inizio di primavera vedeva le polveri sottili superare continuamente i limiti, con la minaccia della siccità estiva e amare riflessioni sul cambiamento climatico in corso. All’11 marzo, prima delle ultime piogge, l’Arpa ha rilevato che il totale delle riserve idriche invasate nei grandi laghi e sotto forma di manto nevoso è superiore del 26% rispetto alla media del periodo 2006-2015 e del 157% rispetto all’anno più secco, il 2007, anno di siccità calamitosa per l’agricoltura, che appare quanto mai lontana. Non è però finita la guerra dell’acqua, dato che il deflusso minimo vitale imposto dalla Regione, secondo una direttiva europea che tutela la qualità dell’acqua dei fiumi, sarà applicato comunque, con qualsiasi condizione meteorologica, ed enorme preoccupazione dei consorzi di irrigazione e del mondo agricolo. Intanto il vento freddo che proviene dall’Europa dell’Est ha fatto cadere stamattina alcuni fiocchi di neve nella zona di Casalmaggiore, mentre a Cremona e nel Cremasco la temperatura si manteneva poco sopra lo zero. L’Arpa prevede per domani temperature minime in pianura tra 1 e 4 gradi, ma il freddo si farà ancora più mordente mercoledì, quando si arriverà a zero gradi, con la possibilità di nuove precipitazioni in un quadro instabile.
Sono stati però i viaggiatori della linea ferroviaria Cremona-Treviglio a patire maggiormente il meteo avverso. Il treno delle 7,20 diretto da Crema per Milano stamattina era impraticabile, con due carrozze allagate e una terza gelida, senza riscaldamento.

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