Tre giorni dopo l’incontro pubblico di Castelleone, in cui gli esperti incaricati dal Comune hanno spiegato i motivi del contrasto alla centrale a biomasse legnose, l’amministrazione provinciale, stamattina, ha pubblicato sul proprio sito il decreto di autorizzazione del progetto della società Godeca Live di Dario De Capitani e Osvaldo Ghiraldelli, che così entro un anno potrà iniziare i lavori di costruzione. L’impianto sorgerà vicino a Ripalta Arpina, lungo la strada provinciale, a meno che il ricorso al Tar che il Comune di Castelleone sta preparando e la richiesta del senatore Danilo Toninelli di intervento del ministero dell’Ambiente abbiano successo. Non solo i Comuni interessati sono contrari – Madignano, Montodine e Ripalta Arpina oltre a Castelleone – ma anche i cittadini, per il timore dei danni alla salute causati dall’aumento di polveri. L’autorizzazione del progetto apparsa stamattina, che completa il via libera dato due settimane fa, consente di bruciare legna per 500 tonnellate all’anno, cioè 2,1 al giorno in 250 giorni di lavoro annui. L’impianto insisterà su un capannone già esistente e occuperà in tutto 510 metri quadrati, per produrre soltanto 999 kilowatt all’anno. Una piccola centrale, che però aumenterà i livelli delle polveri, comprese le ultrafini. E proprio per la mancanza di normative e di soglie di legge per le pm1 il Tar, su ricorso della ditta, ha disposto di riaprire la conferenza dei servizi, dopo il diniego dato l’anno scorso dall’ente Provincia. La letteratura tecnica però, come sostiene anche la memoria di Francesco Mascellani per conto del Comune di Castelleone, ha dimostrato la pericolosità delle polveri pm1 per la salute, arrivando a incrementare i rischi di malattie cardiovascolari e tumori, oltre che dell’apparato respiratorio, in un territorio dove le polveri sottili sono fuori norma ormai da decenni. L’Arpa dell’Emilia Romagna ha inoltre dimostrato l’incidenza delle biomasse legnose sulla formazione delle polveri pm1. Il sindaco Pietro Fiori non accetta l’autorizzazione e non si dà per vinto, poiché non si spiega il cambiamento di parere dell’amministrazione provinciale, dato che nella sostanza Ats e Arpa non sono favorevoli. Oltretutto, la centrale a biomasse è finanziata con gli incentivi pubblici provenienti dalle bollette. I cittadini di Castelleone hanno pagato 106 euro annui su 515 proprio per gli oneri di sistema destinati alle rinnovabili, anche se le biomasse legnose non dovrebbero essere considerate rinnovabili, dal momento che vengono bruciate.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata