Le severe previsioni del movimento NOTRIV, che si batte da anni contro le trivellazioni e gli stoccaggi a scopo speculativo, trovano una conferma nell’inizio delle esportazioni di gas, che hanno preso il via mercoledì 14 marzo dall’Italia alla Svizzera, passando per lo stoccaggio e la centrale di Sergnano. L’Italia, pur non disponendo di grandi risorse naturali di gas, da dieci giorni è diventata un grande Paese esportatore grazie alla rete di stoccaggi e metanodotti impiantata dalla Snam e dalla Stogit soprattutto in Lombardia e in particolare nella provincia di Cremona. Non si tratta di gas destinato al Piemonte o comunque al mercato nazionale, come veniva dichiarato anni fa nelle assemblee, bensì di gas per la Svizzera. Il territorio del Cremasco e del Cremonese, un tempo consacrato all’agricoltura di pregio, cambia così funzione e diventa protagonista dell’hub del gas, centro di smistamento logistico. I volumi diretti alla Svizzera sono arrivati fino a 3 milioni di metri cubi al giorno, dato che l’acquisto è stato più conveniente in Italia che nel Nord Europa. Insomma nulla più che un’opportunità di mercato, un business che però, come nota il consigliere comunale di Sergnano Enrico Duranti “viene finanziato con i fondi pubblici della Banca europea per gli investimenti a tassi agevolati, mentre il costo delle infrastrutture del gas ricadrà nelle bollette. Snam otterrà dei profitti, i cittadini vedranno aumentare le bollette”. Stoccaggi, centrali e metanodotti, poi, non hanno creato che pochi posti di lavoro sul territorio, pur occupando non poco spazio, generando anche un impatto ambientale. Secondo una stima della Snam datata 2007, lo stoccaggio di Sergnano perde un milione e 450mila metri cubi di gas all’anno e quello di Bordolano perde 300mila metri cubi all’anno. Ci sono vantaggi insomma per la Sname e per i cittadini svizzeri, mentre a Bordolano e Sergnano parte dei campi agricoli è adibita a deposito, e proprio Sergnano figura tra i Comuni della provincia più colpiti dal consumo di suolo.
Gli investimenti della Snam continuano con altri 40 chilometri di nuovi metanodotti per le centrali di compressione di Minerbio e Sergnano, da completare entro il prossimo mese di ottobre, per una previsione di 40 milioni di metri cubi al giorno da esportare in Germania, Francia e Nord Europa. L’ultima campagna di erogazione, iniziata il primo novembre scorso, ha segnato un nuovo record per gli stoccaggi italiani, dato che sono stati prelevati 10,3 miliardi di metri cubi di gas, circa un miliardo più del precedente record, che risaliva all’inverno 2014-15.

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