Cremona. La primavera di Trenord inizia con uno sciopero dei dipendenti, che protestano per gli straordinari non pagati. L’adesione, da quanto si apprende in attesa di informazioni definitive, è del 50% ma la società ferroviaria regionale ha cancellato tutti i treni, invece di prevedere un numero di corse congruo con il numero dei ferrovieri disposti a lavorare, in diverse città, anche fuori dalle fasce di garanzia. Il risultato, come si vede nelle foto, è che i ferrovieri sono rimasti nelle sale d’attesa e i treni nel magazzino, mentre i pendolari telefonavano a familiari o ad amici per chiedere un passaggio. Così è andata ancora una volta alla stazione di Crema per alcuni studenti riportati a casa dai genitori, che hanno offerto un passaggio anche a chi proveniva da fuori regione e non era informato dello sciopero. Intanto c’erano alcune studentesse che aspettavano nella speranza che partisse almeno un treno. A Brescia i pendolari cremonesi sono arrivati grazie alla fascia di garanzia, per poi organizzare auto condivise per il ritorno. Attorno alle 17 è uscito l’avviso di Trenord che segnalava la fine dello sciopero. Ci sono viaggiatori, come la cremonese Attilia Cantarelli, che si sono recati dall’avvocato della Federconsumatori Cgil. Un’azione legale di gruppo è difficile, poiché occorre dimostrare di trovarsi nella medesima posizione, ad esempio partendo dalla stessa stazione. Attilia Cantarelli, mediante il legale, intenta una commissione paritetica con Trenord, per chiedere il risarcimento danni sulla base dei reclami presentati e della documentazione sull’efficienza della linea Cremona-Brescia. I treni infatti vengono soppressi troppo spesso, com’è accaduto anche lunedì, mentre i ritardi spesso sono eccessivi. In molti mettono in discussione la dirigenza di Trenord, perché dopo tanti disservizi non viene individuato alcun responsabile e i vertici restano al loro posto. Dario Balotta di Liberi e Uguali, nota che Trenord è sempre più in crisi e allo sbando. Tocca al neo presidente della Regione Attilio Fontana intervenire, perché è inaccettabile che nella più grande regione italiana venga reso un pessimo servizio ferroviario La manutenzione dei convogli è paralizzata, ogni giorno vengono soppressi un centinaio di treni e i ritardi si accumulano sempre più, con proteste su tutte le 21 direttrici regionali. I continui scioperi dimostrano che sono scadenti anche le relazioni industriali, che pure dopo la nascita di Trenord, nel 2012, sarebbero dovute diventare un modello innovativo per l’intera Italia. A nulla è valso l’arrivo in Trenord di un nuovo direttore del personale proveniente dall’Alitalia, il quale ha deciso di cancellare tutti i treni anche se c’erano ferrovieri non scioperanti pronti a lavorare.

 

Paolo Zignani

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