Ritardi fino a 50 minuti sono stati annunciati oggi da Trenord alle 17.45, in un avviso ai passeggeri della linea Mantova-Cremona-Lodi-Milano, a causa di un guasto a un passaggio a livello che si trova fra le stazioni di Acquanegra e Pizzighettone. Il treno 2657 è rimasto fermo nella stazione di Pizzighettone senza potersi muovere ed è ripartito con 51 minuti di ritardo, dopo la partenza da Milano Centrale alle 16.20. E’ solo l’ultimo degli episodi negativi vissuti dai passeggeri, mentre attorno alle 16 un guasto ha fermato un treno della Brescia-Piadena-Parma, facendo rallentare di un quarto d’ora le altre corse della stessa linea. Mattina di ritardi anche a Crema, sin dalle 7, sulla Cremona-Treviglio, dove si è guastato uno scambio. I pendolari hanno dovuto pazientare anche 90 minuti, e diversi convogli sono stati cancellati. Le soppressioni dei convogli sono state all’ordine del giorno anche ieri sulla Brescia-Cremona e la Mantova-Cremona-Lodi-Milano, mentre sulla Cremona-Treviglio i tempi di viaggio si sono allungati di 20 minuti, dalle 8 del mattino, sia per chi partiva da Cremona che da Treviglio. I comitati dei pendolari sono in subbuglio in tutta la Lombardia, dato che i disservizi tra ieri e oggi sono stati molto diffusi. La petizione del comitato della linea Milano-Lecco è arrivato a 1.150 firme. Dario Balotta, di Liberi e Uguali, invita il neoeletto presidente della Lombardia Attilio Fontana a metter mano al dossier Trenord, poiché il problema non è più rinviabile: ne va delle condizioni minime di continuità del servizio. Infatti non sono stati presi provvedimenti contro i responsabili neppure dopo il ritardo di quattro ore registrato a Melzo, mentre ci sono linee che assegnano il bonus ai viaggiatori perché ogni mese restano sotto gli standard minimi di puntualità. E Attilio Fontana, conclude Balotta, è stato eletto per affrontare questi problemi, non per eluderli.

 

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