“Che mani grandi che hai!”. Eh sì, proprio come nella favola per bambini di Cappuccetto Rosso, le mani di proporzioni esagerate hano tradito un rapinatore seriale che agiva a Milano. Gli agenti del commissariato Porta Ticinese sono partiti proprio da questo dettaglio per individuare ed arrestare Antonino Faraci, 44enne con diversi precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per tre rapine commesse tra il 3 e l’8 marzo in zona Ticinese. Il primo colpo è avvenuto in un bar tabacchi di via Don Rodrigo, dove ha portato via 1.500 euro in contanti e gratta e vinci per un valore di vendita di 2mila euro. Due giorni dopo ha colpito un negozio di detersivi in viale Famagosta (il bottino è stato di circa 600 euro) e con la stessa cadenza si è presentato al bar tabacchi di via Rimini, dove ha preso oltre mille euro in contanti. La tecnica era sempre uguale, entrava a volto scoperto e poggiava sul bancone una pistola (che successivamente si è capito essere una scacciacani). Proprio la dimensione delle mani in relazione alla grandezza di una pistola di quel genere ha colpito gli investigatori. Faraci era già noto agli agenti, l’ultimo arresto risale infatti al 2015, quando lo presero per un furto da 10mila euro in un negozio di abbigliamento. Era anche destinatario di una notifica per la sorveglianza speciale. Non è stato facile individuare l’uomo, la sua residenza ufficiale è infatti ancora il carcere di Pavia, ma i poliziotti sono riusciti a trovare una pista e sabato scorso lo hanno sorpreso a casa di tre studentesse in Ripa di Porta Ticinese. Abitava da loro e in cambio regalava cocaina e hashish. In casa c’erano gli stessi abiti usati durante i colpi. Durante l’arresto ha tentato di prendere la pistola che portava nella cintola, una scacciacani con un proiettile vero nel caricatore. Faraci secondo gli investigatori era pronto a lasciare il Paese, avrebbe raggiunto la Spagna facendo scalo in Francia.

 

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