Terzo tentativo della ditta Flowel di Parma, che ha di nuovo modificato il progetto della centralina idroelettrica proposta all’amministrazione provinciale su un dislivello del dugale Grumone, sul territorio di Corte de Frati. E’ la stessa zona dove sono stati eseguiti i lavori dello scolmatore, previsti dal Comune di Cremona per riqualificare la roggia Quistra e risolvere il problema degli allagamenti in città. Il dugale Grumone si immette nel fiume Oglio, poco distante, a propria volta connesso al canale Vacchelli nel reticolo idrico minore. La chiesa della Pieve sorge a poche centinaia di metri di distanza, lungo la strada che da Robecco conduce a Scandolara. La forza dell’acqua dunque sarà trasformata in energia elettrica, per una potenza di 307,26 kilowatt. Il dislivello del terreno è di 5 metri e 44 centimetri, la portata d’acqua in concessione è di 5,76 metri cubi al secondo, per una portata massima di 10 metri cubi al secondo e una producibilità annuo di due milioni e 412.024 kilowatt. L’avviso al pubblico, firmato dal dirigente Roberto Zanoni, è già stato affisso il 5 aprile all’albo pretorio di Corte de Frati e dell’amministrazione provinciale, per l’inizio del procedimento amministrativo, che consisterà anche di dichiarazione di pubblica utilità, autorizzazione paesaggistica e di procedura d’esproprio dei terreni interessati. Se approvata, sarà l’ennesima centrale mini-idroelettrica premiata da contributi pubblici, dopo una serie di impianti disseminati lungo il fiume Adda. Per effetto di una direttiva europea e della disposizione regionale, il deflusso minimo vitale dell’Oglio dovrà essere comunque tutelato e rispettato. Il progetto è stato modificato dopo le osservazioni della Soprintendenza, che aveva evidenziato i problemi nei periodi di piena del fiume. Altre osservazioni erano state presentate dal parco dell’Oglio. La cabina elettrica, nel progetto, è già stata spostata. Il sindaco Rosolino Azzàli, favorevole alle rinnovabili, sta valutando gli effetti della nuova proposta della Flowel. Il parere delle associazioni ambientaliste, in particolare Salviamo il Paesaggio, è negativo perché non è stata mai compiuta una valutazione complessiva dell’impatto ambientale di tutte le centrali sul bacino dei fiumi, in una corsa alle rinnovabili che appare incoraggiata soprattutto dalla promessa di cospicui finanziamenti pubblici, in un territorio in cui ogni anno gli agricoltori chiedono alla Regione di poter prelevare più acqua per le irrigazioni nei periodi siccitosi dell’estate.

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