Davide Viola chiede il superamento dell’incertezza istituzionale che avvolge l’amministrazione provinciale di cui è presidente, ma la proposta fatta propria dal consiglio provinciale riguarda il mantenimento delle deleghe, con un’attenzione particolare al turismo e alla cultura. Anzi nell’ordine del giorno approvato dal consiglio non si trova alcuna considerazione delle proteste dei cittadini di Castelleone e di Crotta d’Adda, come anche di Cremona e vari centri del territorio, per la contraddizione delle politiche ambientali. Gli uffici continuano ad emettere autorizzazioni contestate dai cittadini e dai Comuni, e in caso di ricorso al Tar l’ente Provincia si costituisce in giudizio contro abitanti e Comuni. E’ un problema politico enorme, come sottolinea il sindaco di Vescovato Maria Grazia Bonfante, anche perché i costi sanitari aumentano in modo considerevole. Sono stati eseguiti gli studi epidemiologici, i dati sulle malattie tumorali superano la media regionale, eppure non si vede un orientamento politico conseguente. Il presidente di corso Vittorio Emanuele II ha richiamato il documento delle province lombarde, chiedendo così alla Regione Lombardia un riassetto organizzativo e funzionale, che confermi il ruolo costituzionale dell’ente Provincia. Le riforme riguarderebbero “l’eliminazione degli enti strumentali e delle strutture che svolgono impropriamente funzioni di livello locale”. Competenze e risorse dovrebbero essere confermate e finanziate dallo Stato in tempi certi per garantire lo svolgimento delle funzioni di governo del territorio, ambiente, protezione civile, sviluppo economico e sociale con particolare riguarda a turismo e cultura. Oltretutto, l’ordine del giorno invita la Regione ad allearsi alle Province: davanti al futuro Governo ci sarebbe così un territorio “forte e coeso”, nella trattativa per la sicurezza istituzionale delle Province, quando il territorio provinciale cremonese è turbato da non poche proteste e alcuni primati negativi per l’ambiente. Spirito conservatore, dunque: di bilancio partecipato e di decentramento delle funzioni ai Comuni non si parla per nulla, anzi corso Vittorio Emanuele II insiste nelle scelte che tanto malumore hanno suscitato, mentre le forze politiche, tranne M5S e associazioni ambientaliste, persistono nel programma degli ultimi dieci anni, dalla presidenza Salini in poi.

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