L’emergenza del bilancio dell’amministrazione provinciale, come in quasi tutte le Province italiane, non si conclude, in attesa delle decisioni del futuro governo nazionale. E’ stato di nuovo svalutato patrimonio dell’amministrazione provinciale, costretta per l’ennesima volta a emettere un piano delle alienazioni penalizzato da decurtazioni di valore. Nell’ultima riunione il consiglio provinciale, dopo aver ascoltato l’intervento del dirigente Massimo Placchi, non ha potuto far altro che prendere atto della dura realtà, certificata da una relazione del settore Patrimonio datata 26 marzo. 55mila euro se ne sono andati in fumo: di tanto è calata la stima del prezzo di mercato delle ex case dei cantonieri. Si tratta di immobili che secondo le più rosee previsioni dovevano godere dei benefici effetti di un accordo con i ministeri del Turismo e delle Infrastrutture, per essere concesse ai privati e trasformate in strutture ricettive, Bed & Breakfast, motel, officine per biciclette e punti di ristoro. In provincia di Cremona però, dopo quasi due secoli di storia – l’origine delle case dei cantonieri risale infatti al 1839 – alcune delle case di chi provvedeva alla manutenzione delle strade e viveva sul luogo di lavoro restano invece invendute, scartate sia dalla pubblica amministrazione che dal mercato. A Calvatone, l’ex abitazione dei cantonieri scende da 75.451 euro a 64mila, a Cicognolo il valore cala da 109.800 a 93mila euro, a San Giovanni in Croce da 64.800 a 55mila euro, ma anche a Soncino il taglio è pesante: da 120mila euro a 102mila, mentre a Torre de Picenardi la stima viene ridotta da 24mila a 21mila euro.
La destinazione è già segnata, residenziale per tutte: gli edifici non sono più considerati funzionali per l’ente Provincia, proprio negli anni in cui le lamentele per le condizioni delle strade sono quanto mai elevate. Il taglio più drastico è sul valore dell’ex sanatorio di Toscolano Maderno, 8.630 metri quadrati sul lungolago Zanardelli, che da 13 milioni e 800mila euro vale ora solo 8 milioni e 800mila: cinque milioni netti persi dal 2016 a oggi, pur dopo tre aste andate deserte. Anche l’ex sanatorio di Borno costerebbe solo 2 milioni e 294mila euro. L’amministrazione provinciale vende tutto quello che può, anche reliquati stradali e terreni, senza trovare però acquirenti. A Crema la futura vendita all’Inail di terreni per un milione e 816mila euro potrà dare ossigeno al bilancio, quando sarà attuato il bando “scuole innovative”.

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