Brescia. Nell’omicidio della 25enne di origini pakistane cresciuta a Brescia, uccisa in patria lo scorso 18 aprile e poi sepolta perché rifiutava un matrimonio combinato, sarebbe coinvolto anche un cugino di Sana, che avrebbe trasportato il cadavere della ragazza, facendo da autista. Ieri sera, nel frattempo, il padre 55enne, il fratello non ancora 31enne, e uno zio sono stati fermati mentre stavano scappando verso l’Iran. Sarebbero in stato di fermo con l’accusa di omicidio e sepoltura senza autorizzazione e sarebbe coinvolta un’altra persona: il medico che ha firmato il certificato di morte. Sana, nel 2012 si era trasferita a Brescia da Verolanuova. Qui viveva in un piccolo appartamento e lavorava in un piccolo ufficio di pratiche automobilistiche per aiutare i connazionali e non solo a prendere la patente. E aveva un fidanzato pakistano con cui, secondo alcuni amici, voleva trasferirsi in Germania contro la volontà del padre che per questo l’avrebbe punita. Secondo il genitore, infatti, lei avrebbe dovuto sposarsi in Pakistan con un uomo scelto da lui. Questo particolare avrebbe spinto anche la procura bresciana a volerci vedere chiaro sulle circostanze nelle quali la ragazza è morta. Sarà dunque aperto un fascicolo “per atti relativi alla morte di Sana in modo da procedere con gli accertamenti del caso, necessariamente delegati al ministero degli Esteri e agli uomini dell’Interpol”. Nel frattempo, la polizia pachistana, che sta svolgendo indagini sull’uccisione, avrebbe chiesto alla magistratura l’autorizzazione per aprire la tomba dove è stata sepolta e prelevare il cadavere per eseguire un’autopsia. Secondo quanto emerso, inoltre, uno dei suoi ultimi messaggi l’ha scritto al padre di uno dei ragazzi (italiani) a cui dava lezioni per la patente. È datato 18 gennaio scorso. “Scusami ma devo partire urgentemente per il Pakistan, se tutto va bene ci vediamo tra un paio di mesi, per ora dobbiamo sospendere le lezioni mi dispiace”. Pare che ad alcuni conoscenti avesse detto: “Parto, vado a sposarmi”. Ad altri: “È nata una nipotina, vado a trovarla”. Una vicina la vide con il trolley: “Destinazione Barcellona”, le avrebbe riferito. Per ora, però, nessuna certezza.

 

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