Per Abderahim Anass e Saad Otmani è stato confermato il carcere. I due marocchini di 28 e 30 anni erano stati fermati dai carabinieri intorno alle 10 del venerdì, erano seduti al tavolino di un McDonald’s in zona stazione Centrale, a Milano, e in tasca avevano ancora cellulari e portafogli delle vittime. Irregolari e con precedenti, erano arrivati in Italia tra giugno e dicembre scorso con barconi provenienti dalla Libia. Il gip Anna Laura Marchiondelli li ha ritenuti responsabili delle quattro rapine, due avvenute a Cinisello e due a Milano, e ha disposto il carcere per loro, che erano stati fermati con l’accusa di omicidio, tentato omicidio e due episodi di lesioni aggravate e rapina. I due, inchiodati dai video registrati dalle telecamere nella zona di piazza Caiazzo e dalla refurtiva ritrovata addosso a Otmani, hanno sostanzialmente confessato di essere gli autori di tutti i raid che sono stati loro contestati, negando però di aver pugnalato il 23enne bengalese. In tutto, tre ore di violenza. Per questo, per il giudice i due sono “molto pericolosi” e non avrebbero esitato ad agire con “estrema violenza”. Nel suo provvedimento il magistrato, che sabato li ha interrogati, ha rilevato come durante il loro esame si siano accusati reciprocamente. Con Anass che ha ammesso di essere stato l’autore solo di una rapina a Cinisello ‘scaricando’ la responsabilità delle altre tre su Ormani. E con quest’ultimo che invece che ha invece raccontato di aver agito assieme all’altro. Per il gip dunque questi soggetti sono “molto pericolosi”, è questo il senso della sua ordinanza: irregolari, senza lavoro, senza una stabile dimora, non hanno esitato ad agire con “estrema violenza” e ad aggredire le vittime al punto da ucciderne una e a farne finire un’altra in ospedale in prognosi riservata. E questo per appropriarsi di oggetti di minimo valore rispetto al bene giuridico tutelato della vita.

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