Brescia. Pomeriggio di sangue nel Bresciano: Cosimo Balsamo, il killer, ha seminato terrore e morte tra Flero e Vobarno e poi si è tolto la vita ad Azzano Mella. Il primo omicidio l’ha compiuto in tarda mattinata a Flero: qui è entrato un magazzino dell’azienda SGA, che si occupa di veicoli industriali, urlando “Mi hai rovinato” e ha sparato contro un gruppo di operai. Ma il suo vero obiettivo era Elio Pellizari, dirigente d’azienda, che è stato ucciso, mentre un secondo uomo è rimasto ferito: Giampiero Alberti. Poi è fuggito con un Suv Bmw nero, l’auto del proprietario del capannone teatro dell’omicidio, compiendo un viaggio di 50 chilometri armato pare con un fucile e almeno tre pistole, attraversando verso Nord la provincia di Brescia fino a Vobarno, in Val Sabbia,  dove ha ucciso una seconda persona: James Nolli, che in passato sarebbe stato socio in affari di Balsamo e che è stato ammazzato davanti alla sua abitazione; Nolli era stato inoltre coimputato di Balsamo nel processo alla “banda dei Tir” per il quale il killer era stato condannato. Poi, poco prima delle 16, è ricomparso ad Azzano Mella, sempre in provincia di Brescia, dove le forze dell’ordine hanno ingaggiato una nuova sparatoria. Balsamo è stato intrappolato all’interno del parcheggio di un supermercato, dove si sarebbe tolto la vita. Cosimo Balsamo era già salito alla ribalta delle cronache per essere stato condannato, nel 2009, per associazione a delinquere finalizzata al furto e riciclaggio perché faceva parte della banda dei tir che nei primi anni del 2000 aveva derubato aziende di trasporto di metalli in tutto il Nord Italia. Il 9 gennaio scorso aveva protestato salendo sulla tettoia del Tribunale di Brescia e minacciando di suicidarsi contro la confisca dei suoi beni. Le forze dell’ordine l’avevano poi convinto a desistere. Una delle ultime vicende giudiziarie che ha visto coinvolto Balsamo è una richiesta di revisione respinta dalla Corte d’appello di Venezia e poi dalla Cassazione della sentenza di condanna a sette anni e quattro mesi della Corte d’appello di Brescia per associazione a delinquere furto e ricettazione. Nella richiesta Balsamo lamentava che James Nolli, una delle sue vittime, fosse stato condannato per furto, mentre lui per ricettazione, mentre aveva sempre sostenuto di aver personalmente rubato i mezzi con cui l’organizzazione depredava aziende che lavoravano metalli e altro. Balsamo sosteneva che la condanna per ricettazione fosse ingiusta, perché aveva portato all’applicazione della confisca dei suoi beni, proprio in relazione alla condanna per ricettazione. Inoltre, aveva anche patteggiato una pena per minacce per aver messo, nel 2011, nel cestino della bicicletta di un giudice bresciano tre cartucce di fucile e otto proiettili di pistola.

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