Cremona. Dell’enorme danno ambientale incombente sulle rogge cremasche Rino, Alchina e Fontana non è stato dato alcun avviso al Comune, che ha dovuto intervenire solo a cose fatte, quando i cittadini di Crema hanno mandato le segnalazioni agli uffici, vedendo l’ondata di schiuma che invadeva le rogge della città. La stessa sindaca Stefania Bonaldi si è accorta del problema guardando una roggia che scorre accanto a casa sua, in una “totale assenza di informazioni e di rilancio di qualsivoglia allerta verso il Comune”, anche se si è rischiato il disastro ambientale, come ha fatto sapere la prima cittadina in una nota diramata oggi dal municipio. Il danno ha avuto origine nelle acque della roggia Rino, a causa di uno sversamento di liquami zootecnici presso un’azienda agricola di Caravaggio. Come già altre volte, il reticolo irriguo ha fatto arrivare in poche ore le acque della zona di Caravaggio fino a Capralba, nella mattinata, e nel pomeriggio a Crema. L’incidente si è verificato nella notte del 3 aprile a Caravaggio, subito denunciato ai carabinieri di Treviglio e all’Arpa sin dalle prime ore del mattino. A Caravaggio è stato possibile intervenire per contenere il disastro ambientale. A Crema il Comune avrebbe potuto attivare il corpo di protezione civile, e deviare con mezzi idrovori il flusso inquinato verso i condotti fognari o verso il depuratore di Crema. Manca però una regia regionale e così il Comune di Crema ha potuto allertare il gruppo di protezione civile Lo Sparviere a danno in corso e solo alle 21 è intervenuta la ditta Sistemi ambientali di Calcinate, mandata dall’azienda agricola che ha generato lo sversamento. E’ stato possibile posizionare solo due barriere antischiuma presso i giardini pubblici di Porta Serio, con un effetto puramente “estetico”, come riferisce Stefania Bonaldi. A questo punto la sindaca chiede che sia istituito un tavolo regionale che definisca in modo chiaro le catene di comando, coordinamento e rilancio dell’allarme ambientale, che ha gravato pesantemente sulla flora e la fauna delle rogge interessate.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata