Hanno preso il via oggi gli interrogatori di garanzia, a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti nel mondo della sanita’ milanese. Il primo ad essere ascoltato, a San Vittore, è stato l’imprenditore Tommaso Brenicci, l’unico che è andato in carcere. Secondo la procura, sarebbe lui il personaggio chiave al centro delle vicende legate all Gaetano Pini-Cto e al Galeazzi, in cui sono girate mazzette e “regalie” per utilizzare le protesi e i dispositivi diagnostici prodotti dalla sua azienda. Secondo l’accusa, i medici erano anche diventati soci occulti dell’imprenditore 51enne attraverso una serie di società estere o intestate a prestanome ed erano diventati anche fornitori degli ospedali in cui lavoravano. Nel frattempo, oggi la Direzione dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi ha notificato un provvedimento di sospensione di qualsiasi rapporto di natura professionale con il medico libero professionista Carlo Luca Romanò”, dopo l’arresto per tangenti del chirurgo. “L’Istituto inoltre si riserva di far valere i propri diritti nei confronti dello stesso libero professionista. L’Università degli Studi di Milano ha invece sospeso cautelativamente Lorenzo Drago dall’incarico di professore associato di Microbiologia presso il Dipartimento di Scienze mediche”. Anche l’ASST Gaetano Pini-CTO non può che dichiararsi estranea ai presunti illeciti comportamenti contestati” ai direttore sanitario Paola Navone, al primario dell’unità operativa di Chirurgia ortopedica Riparativa Giorgio Maria Calori e a Carmine Cuccinello, arrestati in un’inchiesta per tangenti della Procura di Milano. Lo sottolinea la stessa azienda in un comunicato in cui si dichiara “molto sorpresa dalle specifiche contestazioni emerse a carico dei Dott. Calori e Dott. Cuciniello, quando quotidianamente il personale clinico e di supporto si dedica con competenza, professionalità e passione alla assistenza dei propri pazienti”. “La Direzione – precisa il comunicato – ha fornito e sta fornendo tutto il supporto documentale richiesto dalle Autorità, a testimonianza di una piena e costante collaborazione con gli inquirenti”. Sulla vicenda è intervenuto il il presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, dicendo che “nessun medico deve dare scandalo. Si attende con fiducia l’azione chiarificatrice della magistratura, che sarà propedeutica a quella disciplinare di competenza degli Ordini di iscrizione”.

 

 

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