Il Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano ha effettuato una serie di perquisizioni e acquisizioni di documenti, anche nella sede della Regione Lombardia, nell’ambito di un’inchiesta con al centro una presunta truffa sui rimborsi dei farmaci ai danni del sistema sanitario nazionale. L’inchiesta, ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e, al momento, non vede indagati pubblici ufficiali o funzionari dell’amministrazione. La Regione, anzi, è parte lesa della presunta truffa nell’ambito del settore farmaceutico e nel fascicolo sono state iscritte alcune persone, indagate e perquisite. Sono stati anche perquisiti gli uffici dell’Assessorato alla Sanità della Regione. Le “condotte fraudolente” sono state “poste in essere” a seguito di un “accordo tra plurimi soggetti, facenti capo a imprese private” e con il “verosimile contributo di appartenenti a enti pubblici preposti al controllo della procedura amministrativa”. Lo scrivono il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Luca Poniz nel decreto di perquisizione . Tre gli indagati che appartengono a due società,. Perquisizioni anche al Gruppo ospedaliero San Donato. Sono indagate una dozzina di persone, tra cui, Cinzia Volpin Falasco, legale rappresentante della Mylan spa, azienda produttrice di farmaci, Massimo Stefanato e Mario Giacomo Cavallazzi, due dirigenti del Gruppo Ospedaliero San Donato assieme ad altre persone, le quali, però, non vengono indicate nell’atto. Il reato contestato è associazione per delinquere finalizzata alla truffa e vengono contestate condotte che vanno dal primo gennaio del 2013 al primo gennaio 2017. L’inchiesta vede al centro l’ assegnazione dei rimborsi a carico del sistema sanitario nazionale per i farmaci acquistati dagli ospedali e, in particolare, i medicinali chiamati ‘File F’, ossia quelli comprati direttamente dagli ospedali per curare tumori, Aids e malattie rare ma anche quelli meno cari ma sempre a carico del servizio sanitario nazionale. Le perquisizioni sono state effettuate anche nei confronti di Massimo Medaglia che fa parte della “Direzione Generale Welfare Struttura Farmaco, dispositivi e HTA in Regione Lombardia”. Nell’atto si legge che gli inquirenti erano anche alla ricerca di materiale sull’ammontare “dei costi derivanti” dai “flussi” dei farmaci cosiddetti ‘File F’ acquistati dagli ospedali, costi “riversati al Servizio sanitario nazionale”. E sulla “partecipazione da parte di funzionari regionali” a eventi o seminari su settori nei quali vengono impiegati quei farmaci.

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