Nell’ambito della nuova inchiesta sulla sanità in Lombardia, gli inquirenti stanno lavorando su alcune ipotesi su costi “gonfiati” di farmaci classificati come “File F”, ossia acquistati direttamente dai nosocomi, per operazioni anomale e sottobanco. Una presunta truffa ai danni del servizio sanitario nazionale messa in atto, secondo la Procura di Milano, attraverso “un accordo tra diversi soggetti facenti capo a imprese private” e “con il verosimile contributo di appartenenti ad enti pubblici preposti al controllo della procedura amministrativa” per i rimborsi con fondi pubblici, in questo caso la Regione Lombardia. Al momento le persone indagate sono una dozzina, tra cui due dirigenti del Gruppo Ospedaliero San Donato e il rappresentante legale dell’azienda farmaceutica Mylan spa. Gli investigatori della Gdf sono andati a cercare documentazione e altro materiale negli uffici e nei dispositivi informatici del dirigente regionale della ‘Struttura farmaco’ (dal novembre 2016 e prima direttore del Dipartimento farmaceutico dell’ospedale Sacco), perché è in capo alla Regione la responsabilità contabile e dei “flussi informativi” sull’utilizzo di quel genere di farmaci, comprati direttamente dagli ospedali e rimborsati dal sistema sanitario nazionale.Al momento non risulta indagato. Le perquisizioni erano mirate a cercare elementi utili sulla presunta truffa che vedrebbe coinvolti, stando agli atti, responsabili degli ospedali e delle case farmaceutiche, ma con il “verosimile contributo – scrivono i pm Ilda Boccassini e Luca Poniz – di appartenenti a enti pubblici preposti al controllo della procedura amministrativa” sulla compravendita di quei medicinali. L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha chiarito che al momento non ci risultano avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti e funzionari pubblici, ma si attendonoi gli sviluppi dell’indagine. Se c’è stata una truffa ai danni della Regione non si esiterà a costituirsi parte civile. Ha inoltre ricordato che la Giunta lavorava già a una riorganizzazione delle strutture di controllo perché “gli strumenti ci sono ma c’è chi agisce per eluderli e dobbiamo affinarli. Chiederemo aiuto alla Corte dei conti e alla Procura”. Il legale del San Donato assicura che il gruppo “ha sempre seguito le disposizioni della Regione sui rimborsi, se qualcosa d’illecito c’è stato è stato a danno dei nostri ospedali. Non c’è nulla da temere”.

 

 

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