Si è concluso con un appello ad aziende e istituzioni a “tutelare la sicurezza” sui luoghi di lavoro la manifestazione promossa dai sindacati Cgil, Cils, Uil, per il primo maggio a Milano. Dal palco di piazza della Scala gli organizzatori hanno ricordato i lavoratori della Lamina, morti in un tragico incidente sul lavoro a Milano. “Alle aziende e agli imprenditori diciamo che la crisi non può essere una scusa per risparmiare sulla sicurezza”, ha spiegato Massimo Bonini, segretario della Cgil di Milano. Danilo Galvagni della Cisl ha fatto appello alle “istituzioni che devono tutelare la sicurezza”, il modello da seguire è quello di Expo. Galvagni ha anche proposto, “visto che avremo a Milano un centro di produzione Rai”, di dedicare un canale intero ai temi del lavoro e della sicurezza. Infine Antonio Albrizio della Uil ha ricordato il passo avanti fatto con la sigla del protocollo sugli appalti con il Comune di Milano, che prevede “lo stop alla logica del massimo ribasso”. Sotto il palco della manifestazione anche i lavoratori della Fedex e Tnt, sono oltre 300 quelli che rischiano il licenziamento e che hanno sfilato in corteo. Un primo maggio dunque interamente dedicato alla sicurezza in una Milano che chiede a gran voce provvedimenti che tutelino il lavoro. Un tema di attualita’ soprattutto nella città meneghina e in Lombardia dove i dati non sono virtuosi da questo punto di vista – ha poi sottolineato Bonini -. C’e’ ancora tanto da fare ma abbiamo appena firmato un protocollo in prefettura e ci aspettiamo risultati’. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana dalla sala verde del conservatorio di Milano dove il prefetto Luciana Lamorgese ha consegnato le stelle al merito a 147 neoinsigniti maestri del lavoro ha rivolto “un doveroso e triste pensiero a tutti i familiari di chi ha perso la vita sul lavoro” parlando di morti bianche come di una grave piaga sociale. Migliaia le persone che hanno partecipato al corteo. In testa, a reggere lo striscione principale contro lo sfruttamento, una rappresentanza dei lavoratori precari del settore delle consegne a domicilio, molti dei quali in bicicletta. Quest’anno la manifestazione ha percorso un tracciato diverso dal solito, un modo per esprimere un desiderio di ridare vita all’evento e renderlo più corteo politico e meno parata. La scelta di iniziare dalla stazione centrale è nata dalle continue polemiche riguardanti il problema della sicurezza e della presenza di migranti nel piazzale. La manifestazione del primo maggio a Milano si è conclusa con la musica di Paolo Jannacci.

 

 

 

 

 

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