Quanto contano i cittadini e gli organi di rappresentanza intermedia, come i comitati di quartiere? L‘interrogazione di Maria Vittoria Ceraso, la cui discussione è attesa per il consiglio comunale di lunedì pomeriggio, riapre la questione, dato che i presidenti dei 10 comitati hanno di nuovo chiesto un incontro all’amministrazione per discutere di alcuni argomenti che ritengono prioritari per la città.
In un primo momento, il 2 maggio, si erano riuniti i presidenti dei comitati di quartiere, che avevano concordato di chiedere informazioni al Comune su quattro problemi: i progetti per la soluzione del problema del traffico in via Giordano, l’aggiornamento sullo studio epidemiologico dell’Ats dedicato alle malattie tumorali, ma anche la soluzione dei problemi di inquinamento da tetracloro etilene, risultato attivo a Cavatigozzi, Migliaro e Boschetto. E da più parti arriva la richiesta di disinfestazione dalle zanzare, prima che scoppi l’estate. Già negli anni scorsi i quartieri hanno chiesto di modificare il regolamento del funzionamento dei comitati, per poter contare di più. L’iter del nuovo regolamento però si è incagliato e negli ultimi anni ai quartieri non è rimasto altro ambito che ludico-ricreativo, organizzando piccole feste, cui il Comune, come nel caso del quartiere Po, può anche dare un ruolo secondario rispetto agli eventi in centro storico. Riemerge dunque il rapporto ambiguo tra Comune e comitati di quartiere, creati ma legittimati da poche centinaia di voti e quindi poco considerati rispetto ai consiglieri comunali. I problemi sollevati dai comitati però sono spesso di primaria importanza: per questo l’ex assessore Maria Vittoria Ceraso, oggi all’opposizione di centrodestra, chiede più partecipazione, e nota che l’art. 4 del regolamento attuale prevede già un’informativa preventiva del Comune ai direttivi di quartiere, quando l’amministrazione adotta provvedimenti che riguardano la pianificazione urbanistica, i servizi pubblici, la mobilità e la progettazione di opere pubbliche. E tuttavia, il Piano strade è stato messo a punto senza confronto nei quartieri, e anche la ciclabile di via del Sale, con la nuova viabilità – zona 30 all’ora e il senso unico provvisorio – non è stata discussa con i residenti.

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