La polizia ha arrestato a Corsico Domenico Sergi, incensurato di 32 anni figlio di Francesco Sergi, condannato all’ergastolo in regime di 416 bis per omicidio e sequestro di persona. E’ inoltre nipote acquisito di Antonio Papalia, storico boss della ‘ndrangheta, fratello di Rocco Papalia. Le accuse per il 32enne sono di detenzione di 5 chili di hashish, riciclaggio di una Maserati Gran Turismo rubata a una società di noleggio e possesso di una pistola risultata sottratta a un agente della polizia locale della Bergamasca. Gli investigatori della Squadra mobile hanno trovato l’arma (con 17 cartucce e 2 caricatori) all’interno di un box a Corsico, mentre l’auto è stata rintracciata davanti alla casa della sorella a Buccinasco. I due fratelli risultano titolari di una carrozzeria a Buccinasco che, secondo gli investigatori, sarebbe stata usata come base per lo spaccio e per lavorare sulle auto rubate da inviare all’estero. Nuovo colpo, dunque, al clan calabrese dei Papalia in Lombardia e, per quanto riguarda Rocco Papalia, definito il ‘padrino’ di Buccinasco, considerato uno dei più importanti capi della ‘ndrangheta al nord e scarcerato un anno fa, dopo 26 anni di detenzione, è stata fissata per il prossimo 23 maggio l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano, sulla richiesta della Procura, per applicare la misura di sicurezza detentiva della “casa di lavoro”, assimilabile al carcere. Il pm del dipartimento esecuzione pena, Adriana Blasco, infatti, nelle scorse settimane nella sua istanza ha sostenuto che per Papalia non basta il regime di libertà vigilata (è tornato a casa e deve seguire una serie di prescrizioni), dopo l’uscita dal carcere, ma deve andare in una ‘casa di lavoro’, ossia una delle strutture per “internati” assimilabile al carcere.   Il pm ha segnalato anche che Papalia, che ha la patente revocata, era stato fermato alla guida dell’auto della moglie. Il boss, difeso dai legali Ambra Giovene e Annarita Franchi, pur avendo riportato una condanna a 30 anni per un omicidio negli anni ’70 e altre condanne per un cumulo pene di oltre 100 anni, era stato scarcerato con l’applicazione di una serie di benefici di legge.

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