Piacenza. La fotografia di Piacenza e del suo territorio ritrae una zona con sempre meno abitanti in montagna, mentre le città crescono grazie anche all’apporto degli stranieri. E’ quanto emerge dalle liste anagrafiche comunali elaborate dall’Ufficio Statistica dell’Amministrazione provinciale per la regione. I residenti in provincia di Piacenza, al 31 dicembre 2017, erano 287.375 unità, con una variazione rispetto al 2016 positiva dello 0,04%, pari a 129 residenti in più. In città, la popolazione totale di 103.262 è cresciuta tra il 2016 e il 2017 di quasi 800 residenti, grazie soprattutto all’apporto di quella straniera (+5,1%). Parallelamente continua il calo della montagna (Coli, Ottone, Pecorara, Cerignale in particolare) e dati negativi arrivano anche dalla Bassa Val d’Arda, con la diminuzione di popolazione per San Pietro in Cerro, Besenzone e Villanova. Proprio per contrastare questo spopolamento, per dare sostegno alle attività commerciali e incrementare l’occupazione in montagna, il Fondo nazionale integrativo per i Comuni montani stanzierà 415 mila euro per 17 Comuni degli Appennini, cinque dei quali a Piacenza. Le risorse mirano a incentivare l’avvio, il mantenimento o l’ampliamento dell’offerta di esercizi commerciali (come l’acquisto di arredamento, di strumenti per la realizzazione di internet point) oppure ad avviare servizi, anche comunali, di consegna delle merci a domicilio o anche di trasporto per raggiungere le sedi dei mercati nelle zone montane, dando così risposta alle esigenze delle persone che vivono soprattutto nelle frazioni. Nello specifico, i fondi, nel piacentino saranno destinati ai Comuni di Zerba, Cerignale, Corte Brugnatella, Ottone e Ferriere. Ogni Ente riceverà 25 mila euro. “Mantenere o avviare un piccolo negozio in aree montane è spesso difficile”, ha detto l’assessore regionale alla Montagna Paola Gazzolo – e queste risorse, che sono stanziate per la prima volta, puntano a sostenere le attività commerciali laddove siano carenti o assenti e anche per favorire la creazione di centri multiservizi in cui sia inclusa la vendita di prodotti locali”.

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