Grazie alle telecamere e alla polizia locale, è stata fermata la baby gang responsabile degli atti vandalici del sabato sera milanese di Opera, con specchietti rotti e auto rigate in differenti zone della città. Si tratta di dieci ragazzi tra i 14 e 17 anni, di cui una sola femmina, residenti tutti a Opera tranne due provenienti da Rozzano: sono caduti nella trappola posta dalla Polizia Locale che era già sulle tracce dei presunti responsabili dei raid. La baby gang è imprudentemente passata sotto le telecamere di videosorveglianza comunale e, proprio grazie a queste immagini, all’attività degli investigatori e alle testimonianze di alcuni cittadini è stato individuato tutto il gruppo di ragazzi che si trovavano in gruppo proprio per una di queste spedizioni vandaliche.“Un gruppo di ragazzi normali, provenienti da famiglie comuni – dice il Sindaco Ettore Fusco – semplicemente troppo annoiati da questa società che vive sui social e che può rendere un vandalo protagonista domenicale dei post sulle pagine facebook. I sabato sera di questi ragazzi si traducevano in domeniche di rabbia dove probabilmente gli stessi autori dei vandalismi si crogiolavano nel leggere delle proprie bravate tra rabbia e insulti delle vittime impotenti”. Chiamati in comando con i propri genitori, di fronte alle immagini, i ragazzi hanno cominciato a parlare e alcuni hanno ammesso di essere stati responsabili degli atti vandalici e per questa ragione saranno denunciati alla Procura della Repubblica presso il tribunale dei minori per danneggiamento aggravato. I danni si riferiscono ad auto e scooter lasciate in sosta sotto casa e costeranno ai ragazzi un processo penale poiché, nonostante il danneggiamento semplice sia stato depenalizzato nel 2016, in questo caso si tratta di reato aggravato in quanto le auto parcheggiate su strada pubblica sono considerate esposte alla pubblica fede e quindi, la pena prevista dalla norma, è la reclusione da sei mesi a tre anni. I ragazzi rischiano così una condanna che non sarà detentiva, in carcere, ma consisterà nel risarcimento dei danni. “Ora speriamo – ha concluso il sindaco – che i ragazzi, con l’aiuto delle proprie famiglie, dimostrino di avere imparato la lezione tornano sulla retta via”.

 

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