Stop ai disabili: oltre quella soglia, fra parco Caduti di Nassirya e il parco del Po e del Morbasco, finisce l’asfalto e le carrozzelle non possono procedere. La proposta di un percorso vita loro dedicato, anche con aree giochi per bambini, avanzata dalla pentastellata Lucia Lanfredi, non trova soluzione. E la commissione territorio, dando a maggioranza parere positivo alla bozza di regolamento del parco del Po e del Morbasco, concordato da sette Comuni, prende altro del problema, assieme una lista di discussioni e desideri che dopo vent’anni non trovano ancora una sintesi. Nel parco creato nel 1999, su un’area arrivata a 6.700 ettari, ampliata grazie alla connessione delle zone di interesse ecologico, la novità è soprattutto il divieto di campeggiare al di fuori degli spazi consentiti. Luigi Amore, del centrodestra, ha lamentato che non si parli d’altro che di divieti, sicché i cittadini potrebbero non sapere più che cosa poter fare nel parco sovracomunale. Per Giovanni Gagliardi del Pd, tuttavia, le decisioni sono state già prese al momento di scrivere lo statuto e ormai la discussione arriva tardi, a meno che non si voglia ricominciare da capo in tutti e sette i Comuni. Molte le domande: chi frequenta le baracche di legno o muratura di Cremona, Gerre Borghi o Spinadesco, costruite decenni or sono in zona golenale, potrà alzare una recinzione vegetale o in rete metallica, senza muretto di sostegno, ma la baracca resta ufficialmente abusiva, per chi non ha usufruito del condono edilizio, mentre i generatori elettrici che si trovano all’interno sono consentiti. E resta l’enigma della regolarizzare. Tra ricreazione, sport, gite in bicicletta a cavallo e mille altre iniziative, il parco sarà vigilato da 30 guardie ecologiche volontarie, in attesa del decreto del Prefetto per entrare in attività. Tra le regole da far rispettare, spicca la novità che obbliga i ciclisti, per l’articolo 22 del regolamento, a percorrere esclusivamente le ciclabili, non i percorsi pedonali. Le strade del ciclista e del pedone si dividono dunque per sempre. Per il Pd, Rodolfo Bona ha proposto di estendere la stessa regola a tutto il territorio comunale, pur constatando la complessità dell’innovazione e della sua applicazione.

 

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