Meno primi piatti, che scendono del 1,1% con conseguente calo, anche al Sud, dei consumi di pasta, riso, condimenti e legumi. Cambiano radicalmente le abitudini degli italiani a tavola e nello stesso tempo cambia la spesa al supermercato. Ad indirizzare i consumatori sulla scelta dei prodotti da aquistare è soprattutto una maggiore attenzione rispetto al passato alla salute. Crescono dunque gli alimenti legati al benessere, dal bio al vegetariano, rispettivamente a +14,9% e a +9,8% e quelli ricchi di calcio e omega 3. I consumatori premiano anche il gourmet che sale di 7 punti percentuali. E’ quanto emerge dalla ricerca di Nielsen sui trend del largo consumo nel primo quadrimestre 2018 presentati al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Cagliari) in occasione dell’apertura de Linkontro Nielsen il cui tema 2018 è “Nei territori del prossimo futuro”. Gli italiani iniziano anche a inserire prodotti e condimenti etnici dal riso basmati alle spezie, tanto che il valore dello zenzero e raddoppiato (+91,6%) e cresce del 51,5% il consumo di semi di lino. Apprezzati i piatti pronti e i prodotti trendy per l’aperitivo in casa (+3,8%) e i cosiddetti gourmet (+7%). I consumatori confermano di essere attenti anche alle questioni ambientali e animaliste, tra millennials il claim più recepito è “cruelty free” davanti anche a Bio e Dop. Sul fronte dei consumi, dopo tre anni di crescita sostenuta dei fatturati e dei volumi di vendita, i primi 4 mesi del 2018 hanno fatto registrare un trend del +1% nel giro d’affari e del +0,4% nei volumi rispetto allo stesso periodo del 2017. “Stiamo assistendo a un’evoluzione nel mondo dei consumi nella grande distribuzione – ha commentato Giovanni Fantasia, ad di Nielsen Italia – Non possiamo eludere il dato che siamo davanti a un andamento più contenuto del processo di crescita, sia dei volumi sia dei valori, pur mantenendoci in territorio positivo. Occorre che il mondo della Gdo sappia affrontare la sfida di un carrello della spesa sempre più variegato da abitudini di consumo più personalizzate e meno prevedibili”. Alla base di questi rallentamenti di inizio anno anche 3 rilevanti elementi: la ripresa del fuori casa (il 64% ha mangiato fuori casa almeno una volta), la moda dell’e-food channel (8% ha acquistato cibo a domicilio almeno una volta al mese) e l’apertura verso nuove culture culinarie.

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