Una vera e propria tempesta intensa e seguita da una grandinata si è abbattuta ieri nel tardo pomeriggio. Chicchi grossi come piselli che hanno colpito duro un’area ben localizzata dell’Alto Milanese: Legnano città e alcuni Comuni limitrofi, come Rescaldina, San Vittore Olona e anche Nerviano. Una ventina di minuti almeno, nel corso dei quali si è abbattuta sulla città una vera e propria bomba d’acqua. Il centro di Legnano, da corso Italia a corso Magenta, alla fine si ritrova imbiancato. Nel giro di poco tempo le strade si sono trasformate in un fiume di grandine a cui è seguita poi l’acqua. Sono stati allagati molti sottopassi tra cui quello di via San Michele del Carso e viale Toselli. A preoccupare è stata l’abbondante pioggia caduta sulla zona Nord della città ma anche il livello raggiunto dal fiume Seveso in Brianza. Subito è partita l’allerta alle squadre di Protezione civile, alle pattuglie della Polizia Locale e alla squadra del servizio idrico di MM”. I vigili del fuoco hanno effettuato una cinquantina di interventi soprattutto nella zona sud della provincia: a Mariano Comense si è allagato l’ospedale – in particolare il reparto dialisi -, ma non ci sono stati degenti da sfollare. E’ stato come se la primavera ormai inoltrata avesse lasciato spazio – temperature comprese – a una giornata d’inverno. Un fiume di grandine sulle strade. E poi d’acqua. Inevitabilmente allagati alcuni sottopassi, come quello di grande scorrimento fra viale Toselli e via San Michele del Carso. Pesanti le conseguenze sul traffico, considerata anche l’ora. Ma una situazione ancora più critica si è registrata all’ incrocio fra corso Magenta e le vie Buozzi e Ratti. Nel bel mezzo della grandinata, infatti, un tombino posto al centro della strada è letteralmente “scoppiato” riversando un getto continuo d’acqua, come un geiser, sull’asfalto. Le due cose combinate – acqua, grandine e il reflusso fognario – hanno in pochi minuti allagato la strada. Acqua fino all’altezza delle ginocchia (per dare un’idea) che ha invaso subito i negozi ancora aperti. Situazione critica alla scuola primaria De Amicis sull’altro lato. E poi ancora scantinati invasi dalla corrente in cerca di sfogo, marciapiedi, aiuole. Centraline elettriche saltate, come nell’isolato della corte Sant’Ambrogio dove la corrente è rimasta fuori uso per oltre un’ora, traffico paralizzato con lunghe code. Infuriati i commercianti, anche per l’assenza dei vigili del fuoco in quella mezz’ora da paura in cui dal tombino usciva di tutto. Solo intorno alle sette e mezza l’allarme è cessato.

 

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