La nuova accusa contestata in un’altra ordinanza di custodia cautelare, con la misura degli arresti domiciliari firmata nelle scorse settimane dal gip di Milano Livio Cristofano, a carico di Raffaele Rullo e di sua madre Antonietta Biancaniello, finiti in carcere lo scorso dicembre con l’accusa di avere ucciso l’ex calciatore del Brugherio Andrea La Rosa, ritrovato in un fusto di gasolio nel bagagliaio dell’auto della donna, è associazione per delinquere finalizzata alle truffe sulle assicurazioni d’auto. Questo nuovo filone di inchiesta, per cui sono indagati altri quattro familiari della donna e del figlio che sono detenuti a San Vittore con le accuse di omicidio volontario e soppressione di cadavere, è uno sviluppo di quello principale, che si avvia verso la chiusura, sull’omicidio del 35enne. Già dalla prima tranche era emerso il coinvolgimento di Rullo in un traffico di auto con truffe sulle assicurazioni. Secondo le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e condotte dai carabinieri, La Rosa sarebbe stato ucciso la sera del 14 novembre dello scorso anno, dopo essere stato attirato del presunto killer a casa della madre, a Quarto Oggiaro, nella periferia del capoluogo lombardo. La vittima, che vantava un credito con l’amico di circa 38mila euro, venne poi ritrovata, ad un mese dalla sua scomparsa, in un fusto di gasolio dentro il bagagliaio dell’auto della donna. Rullo e Biancaniello avrebbero anche cercato di fare sparire il corpo della vittima, acquistando una sega elettrica e dell’acido.

 

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