L’inquinamento atmosferico a Cremona raggiunge dati da primato nazionale, com’è accaduto un anno fa nell’inverno più fitto di polveri sottili degli ultimi anni. La pentastellata Lucia Lanfredi, in un’interrogazione al sindaco Gianluca Galimberti, ha rilevato che non è mai stata considerata seriamente, nei giorni di superamento delle soglie, l’ipotesi di spegnere i principali camini pubblici, inceneritore e centrale a biomasse, di cui il Comune è socio del proprietario privato. Al contrario, l’amministrazione cittadina negli ultimi anni ha attivato e potenziato un altro camino, quello del forno crematorio, dove vengono arse salme provenienti da Torino, Asola, Crema, Casalpusterlengo e altri centri, grazie alle convenzioni stipulate con le agenzie funebri. Se il carico ambientale c’è, sia pure minimo, la responsabilità del Comune dovrebbe far sì che la giunta ne dia informazione. E l’assessore Rosita Viola ha risposto stamattina: il polo della cremazione di via San Bernardo, presso il cimitero, ha una potenza di soli 600 kilowattora ed è equiparato solo a una caldaia condominiale, non a un inceneritore. E’ un impianto che può cremare non più di 3.200 salme all’anno. Nel 2017 sono state 2.710, più 1.010 resti mortali: per l’80/85% dei casi si tratta di salme provenienti da altri Comuni. E’ in fase di taratura, ed entrerà nei prossimi giorni a regime, un sistema di analisi in continuo dei dati degli ossidi di azoto, per tenere sotto controllo le emissioni inquinanti, la cui verifica è affidata alla ditta Indam Laboratori di Castel Mella, che fa parte di società certificate. Per l’assessore non c’è da preoccuparsi, viste le dimensioni dell’impianto: le emissioni variano tra gli 800 e i 1.000 nano metri cubi all’ora, quando i camini più importanti arrivano a diversi milioni. Dunque il forno crematorio è irrilevante, se si parla di inquinamento, molto più importante, invece, se l’argomento sono le entrate. Infatti il forno crematorio è fra i servizi a domanda individuale più redditizi, con un’attività in crescita esponenziale negli ultimi anni, sino a stabilizzarsi recentemente. Il bilancio da consultare, però, sarà quello di Aem, che quest’anno riceve la proprietà dal Comune.

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